Quando Lucio Dalla donò l’incasso del concerto agli operai della Mec-Mor di Induno Olona
Il consiglio di fabbrica nel 1974 organizzò un concerto e il cantautore donò tutto il suo compenso a sostegno dei lavoratori in lotta per evitare la chiusura

La storia delle lotte sindacali alla Mec-Mor, sigla che sta per Meccanotessile Moretta, di Induno Olona è stata raccontata con un dipinto dall’artista Adelio Bianchi a cui è stato dedicato il libro “Un quadro racconta” (Mimosa edizioni), scritto da Harry Bursich (foto). Il dipinto da circa vent’anni è ospitato nella sala riunioni della Camera del Lavoro di Varese.
Correva l’anno 1974 e Adelio Bianchi, ogni giorno, da quando aveva saputo che gli operai erano in lotta per salvare una delle aziende più prestigiose del territorio, dove lavoravano oltre 350 persone, si presentava ai cancelli della Mec-Mor per assistere ai momenti più significativi delle assemblee e riunioni dei lavoratori per tradurli in disegni per poi trasferirli su tela. Nasce così un grande quadro – misura quattro metri per due – che racchiude una miriade di storie e personaggi, molti dei quali ancora viventi.
Harry Bursich, ha ripercorso durante la presentazione del libro alla Biblioteca Civica di Varese, le tappe di quella vicenda e gli straordinari incontri fatti durante il lunghissimo presidio alla Mec-Mor, durato oltre 20 mesi. «Sono stati tanti gli artisti che in quei giorni cruciali ci hanno dimostrato solidarietà – ha detto Bursich – ricordo Lino Patruno, Richi Gianco, Ivan Della Mea. Ma quello che mi ha colpito di più è stato Lucio Dalla, non solo per la sua bravura musicale, ma perché al momento di ricevere il compenso pattuito per il concerto lo volle donare interamente per sostenere la nostra lotta».
Alla presentazione sono intervenuti anche Valerio Zanolla e Dino Zampieri, rispettivamente segretario regionale e provinciale dello Spi Cgil, Gian Marco Martignoni, della Cgil provinciale, e Enrico Bigli, che nel 1974 era il delegato della Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici) che si occupava della vertenza.
«La Mec-Mor fu uno straordinario laboratorio, non solo sindacale – ha raccontato Bigli – per una strana alchimia in quel consiglio di fabbrica c’erano persone di grande qualità, tra cui anche Bursich, che trasformarono quell’esperienza in un momento creativo e di formazione che non aveva precedenti tanto da farlo diventare un caso nazionale».
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