Varese, ascolta Roijakkers: “Sono convinto che la Openjobmetis possa salvarsi”

Il nuovo tecnico si presenta: "Serve subito una difesa più aggressiva. A Gottinga ho lottato per non retrocedere e ho sempre raggiunto l'obiettivo". La trattativa nata a fine dicembre: Vertemati era già in bilico

Basket Pallacanestro Varese Johan Roijakkers

Le possibilità di evitare dalla retrocessione, per la Openjobmetis, partono da una difesa più aggressiva. Lo dicono tutti (i numeri del resto sono quelli), lo ripete in più occasioni l’uomo che è stato chiamato per risolvere i problemi di retroguardia, Johan Roijakkers, 41enne olandese proveniente dal campionato tedesco. Parte da quel presupposto, il nuovo coach, per dare le prime indicazioni su quella che sarà la sua squadra e per sottolineare un altro concetto: «Se non fossi convinto che Varese si può salvare, non avrei accettato l’incarico. Invece sono qui, felice di avere firmato per una società storica e per iniziare questa nuova avventura».

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Il primo allenamento della Openjobmetis con coach Roijakkers 4 di 13

Roijakkers ha fatto luce anche sul modo in cui è stato ingaggiato (sulla durata del contratto, il gm Arcieri ha spiegato che va oltre questa stagione, preferendo non fornire altri particolari): «Le persone che hanno fatto da tramite per la trattativa sono stati Chris Finch (a cui il tecnico ha fatto da vice ai Rio Grande Vipers in G-League) e Gersson Rosas (l’ex presidente di Minnesota, ospite di Scola a Varese a dicembre). Dopo le loro chiamate, nel giro di pochi minuti, ero già in call con Luis Scola per parlare della possibilità di un mio impiego a Varese». Un colloquio che è avvenuto dal pomeriggio di San Silvestro in avanti; è evidente quindi che Adriano Vertemati è andato a Bologna già con la seria possibilità di essere esonerato e il KO in casa della Fortitudo è stato il colpo di grazia della sua permanenza a Masnago.

Entrando in discorsi tecnici, Roijakkens ha aggiunto: «Abbiamo problemi di protezione dell’area e sui cambi difensivi in situazione di pick’n’roll: so che la squadra aveva diverse opzioni in quelle circostanze. Io ho un’altra idea: sceglieremo cosa fare, sarà il nostro “piano A” e non avremo un “piano B”: dovremo eseguire la nostra idea in modo sempre più efficace. Inoltre la nostra squadra forza troppe poche palle perse degli avversari: dovremo essere più aggressivi anche per poi andare in attacco con maggiore rapidità, trovando più canestri facili».

La domanda sul nuovo acquisto, Justin Reyes, «Ovviamente sono stato coinvolto dallo staff per dare un giudizio su di lui e seguire la trattativa (manca la firma ma tutti danno praticamente per fatta la cosa ndr): è un buon giocatore che può avere una carriera importante nel basket europeo. Nel nostro gruppo ci permette di dare alternative nel ruolo di Alessandro Gentile e giocare anche da ala alta: spero possa arrivare al più presto».

Basket Pallacanestro Varese Johan Roijakkers
Roijakkers al centro, con Mario Oioli e Michael Arcieri

Sulla collocazione di Reyes è intervenuto anche Arcieri: «La sua squadra, i Capitanos, ha terminato il proprio impegno in G-League (ha partecipato al torneo “G-League Showcase ma non disputa il campionato propriamente detto ndr) ed è pronto per venire in Italia. Conosco bene il suo allenatore, mio amico dai tempi dell’università; anche gli altri coach con cui ho parlato lo descrivono come di un giocatore cresciuto molto negli anni. Può segnare da tutte le distanze ma sa anche giocare per la squadra, anche in difesa, e ricoprire tre ruoli: 2, 3 e 4. Noi abbiamo Alessandro (Gentile ndr) che è un realizzatore fortissimo ma spesso deve palleggiare a lungo: la presenza di uno come Reyes può facilitare il suo compito nel fare canestro senza rallentare il gioco e questo vale sia per Alessandro, sia per Keene sia per Beane sia per gli altri giocatori».

Infine Roijakkens ha parlato della sua conoscenza del basket italiano: «Per un allenatore europeo, lavorare in Serie A è un obiettivo importante e ambìto, specie per chi come me arriva dall’Olanda dove c’è meno cultura cestistica mentre il calcio è una religione (lui stesso è grande appassionato della Eredivisie ndr). Non mi ritengo un esperto del campionato italiano ma ho visto parecchie partite, anche perché ho osservato a lungo Michele Vitali prima di ingaggiarlo per Bamberg. Credo che il livello della LBA sia leggermente superiore alla Bundesliga e soprattutto nella zona bassa di classifica le squadre italiane sono migliori di quelle tedesche». Detto questo, Roijakkers spiega: «Capisco che la situazione non è semplice, però io mi sono trovato diverse volte in bilico quando allenavo Gottinga. Ho lottato tutti gli anni per non retrocedere e alla fine la squadra si è sempre salvata: se non fossi convinto di poterlo fare anche qui, non sarei venuto a Varese. E invece penso sia un obiettivo raggiungibile: una vittoria potrebbe far scattare quel “click” in grado di girare la stagione».

SABATO SERA: VARESE – VENEZIA

La Openjobmetis sta preparando il match di campionato di sabato 15 (ore 20,30) a Masnago contro l’Umana Reyer Venezia. La partita sarà raccontata in diretta nel nostro consueto liveblog. I biancorossi saranno ancora con soli otto giocatori senior e verranno diretti in panchina dal duo Seravalli-Jemoli vista l’assenza di Cavazzana (motivi di salute). Roijakkers invece deve sostenere un esame a inizio settimana per ricevere il patentino italiano.

La presentazione di coach Johan Roijakkers in diretta dalla Enerxenia Arena

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Gennaio 2022
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