Cresce il disagio tra gli adolescenti: non più ribelli ma sofferenti

È quanto è emerso nel primo seminario di un progetto lanciato dall'Asst Sette Laghi e che coinvolge diverse istituzioni per avviare un confronto comunicativo tra giovani e adulti

convegno su disagio e adolescenti dr Tosetto

Gli adolescenti hanno perso la voglia di trasgredire e hanno spostato l’espressione del disagio su se stessi. È un quadro preoccupante quello che è emerso nel seminario “La società additiva, gli adolescenti da ribelli a sofferenti” che è stato ospitato nel polo didattico di via Monte Generoso dell’Università dell’Insubria a Varese. 

Si è trattato del primo evento del progetto “Dialoghi interconnessi tra generazioni (adolescenti – giovani – adulti)”, del Servizio di Prevenzione e Cura delle Dipendenze (Ser.D.) dell’ASST Sette Laghi finalizzato, in una ottica di confronto comunicativo tra giovani e adulti, ad approfondire il mondo degli adolescenti, la loro sofferenza e le loro strategie per integrarsi nella società contemporanea.

IN AUMENTO TRA GLI ADOLESCENTI LE MINACCE AL SUICIDIO E I COMPORTAMENTI AUTOLESIVI

La necessità di far luce sui cambiamenti di questa età di passaggio dal mondo dell’infanzia a quello degli adulti è nata alla luce dei dati preoccupanti raccolti da tutti i Servizi per l’età evolutiva (rivolti a adolescenti e giovani adulti) alle prese con un eccezionale numero di richieste di intervento e cura: fra gli adolescenti sono aumentate le minacce di suicidio e i comportamenti autolesivi, i disturbi del comportamento alimentare e i conflitti genitori – figli. In aumento sono anche i ragazzi che hanno deciso di ritirarsi dalla scuola e dalla vita sociale e tante altre manifestazioni di sofferenza psichica adolescenziale, i consumi, spesso compulsivi, di sostanze ad azione psicotropa di ogni tipo.

UN PROGETTO CHE COINVOLGE ENTI LOCALI E TERZO SETTORE

Il progetto di lungo respiro (la sua durata coprirà infatti l’intero anno 2022 e forse anche il prossimo anno) è frutto del lavoro promosso dal Gruppo multiprofessionale “Comunicazione e Prevenzione” del Ser.D. dell’ASST Sette Laghi che ha visto coinvolti fin dall’inizio gli Enti Pubblici del territorio (Servizi Sociali del Comune di Varese) e organizzazioni del Terzo Settore (Centro Gulliver, CoLcE, NaturART e L’Aquilone) in una attività di progettazione condivisa. Nelle prossime settimane verrà avviato un tentativo di implementazione di ulteriori collaborazioni, istituzionali e non, attraverso incontri mirati grazie anche alla collaborazione di ATS Varese.

convegno su disagio e adolescenti dr Tosetto

SI SOFFRE PER CIO’ CHE E’ ACCADUTO MA ANCHE PER CIO’ CHE NON POTRA’ ACCADERE

Alla presenza del dott. Ivan Mazzoleni, Direttore Socio Sanitario dell’ASST Sette Laghi, del dott. Giuseppe Carcano, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese, e di Roberto Molinari, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese), il Dr. Claudio Tosetto (responsabile del Ser.D di Varese nella foto sopra) ha posto l’accento sul tema del “futuro” in quanto in adolescenza non si soffre esclusivamente per ciò che è accaduto in passato, ma anche per ciò che si percepisce non potrà accadere. La sofferenza, il disagio adolescenziale dipende moltissimo dall’assenza di prospettive future. Il dolore deriva dalla sensazione di non poter realizzare i propri compiti evolutivi, di non riuscire a costruirsi una propria identità, di non intravedere la possibilità di realizzazione di sé e di sé nella società di cui si fa parte, abitata molto spesso  proprio da adulti a loro volta fragili e incompiuti.

I NOMI DEGLI ARTISTI DI OGGI NASCONO DA UNA MANCANZA O DA UNA FRAGILITA’

Tra i relatori ospiti, Federico Leoni, professore di Antropologia filosofica all’Università di Verona, ha parlato dei linguaggi e dei canoni comunicativi degli adolescenti e dei giovani odierni confrontandoli con quelli di quando adolescenti e giovani erano i loro genitori. Lo ha fatto ragionando sui nomi con cui gli idoli canori di queste generazioni si presentavano e si presentano in pubblico, sottolineando come spesso l’origine del nome d’arte nasca da una “mancanza”, da una “fragilità” che il personaggio sottolinea attraverso tale scelta nominativa; spesso nel bisogno di darsi un nome si  riconosce la ricerca di una identità che non viene legittimata dall’altro, dall’adulto. Leoni ha analizzato l’adolescenza come una fase di recente invenzione (in altri tempi i riti di iniziazione determinavano un passaggio netto dal bambino all’adulto) che sottolinea il transito “da” una forma di incompiutezza “alla” adultità ma che spesso non si completa e lascia anche l’adulto nella sospensione, nella ricerca e nel “guado”, diventando un “modo di vita” senza età piuttosto che una fase temporale.

IMPOTENZA APPRESA A CAUSA DELLA MANCANZA DI PUNTI FERMI

Stefano Laffi, Economista e Sociologo, co-fondatore di Codici, ha raccontato gli adolescenti che ha incontrato nel suo lavoro sul campo nei due anni di emergenza sanitaria, storie che hanno dato vita alla sceneggiatura di FUTURA. Il docufilm, con la regia di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher, è una riflessione sull’Italia di oggi che racconta, attraverso le testimonianze di adolescenti tra i 15 e i 20 anni, i sogni e le paure per il futuro dei giovani in modo diretto e profondo. Laffi, analizzando alcune “spie linguistiche”, ha evidenziato gli elementi di criticità connessi alla contemporaneità che rendono incerto il futuro per i ragazzi di oggi, rischiando di sviluppare in loro un senso di “impotenza appresa” a causa dell’assenza di punti fermi e della eccessiva volatilità negli eventi e nelle relazioni.

Il Convegno, nella seconda parte, ha poi approfondito tali temi in una tavola rotonda che ha voluto simbolicamente e concretamente rappresentare il  dialogo tra generazioni nella società contemporanea. I relatori del Seminario e gli operatori del Ser.D. si sono confrontati con alcuni giovani del territorio di Varese che hanno fatto sentire la loro voce parlando di loro, di come si definiscono, di come vedono gli adulti e raccontando intorno a cosa si radunano. Al Tavolo hanno partecipato i rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti, alcuni allievi del Liceo Artistico “Frattini” di Varese e una portavoce del collettivo FemVa, dialogando attorno a tematiche quali “tra presente e futuro”, la socialità e l’appartenenza, i fattori che dividono e uniscono le generazioni.

In questo dinamismo che costruisce legami e dunque costruisce comunità e appartenenza anche le Istituzioni pubbliche hanno un ruolo importante per generare servizi migliori per i giovani. Non si tratta di pensare a iniziative di cui le Istituzioni pubbliche debbano essere protagoniste; piuttosto, l’Istituzione ha il compito di favorire i legami, di contribuire, tessere le reti che fanno comunità: censire ciò che di positivo esiste sul territorio, dar vita a tavoli che facciano incontrare i protagonisti, mettere a disposizione risorse perché ciò che di positivo e di serio si progetta possa essere realizzato e possa contribuire a dare sempre più valore al servizio di coloro che si dedicano alle nuove generazioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Marzo 2022
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