Fumata nera sul Masterplan Malpensa, muro contro muro tra Enac e Parco del Ticino

Rimangono notevoli le distanze tra i due enti sul progetto di potenziamento di Malpensa: il Parco presenta una contro-proposta. I sindaci ribadiscono le richieste di mediazione

Cargo City espansione masterplan Malpensa

Quattro ore di riunione, ma alla fine dal vertice sul masterplan di Malpensa esce una fumata nera. Troppo distanti le posizioni tra Parco del Ticino da un lato ed Enac e Sea dall’altra.

Un confronto lungo, con le diverse relazioni e anche con la contro-proposta del Parco del Ticino per assicurare lo sviluppo dell’area cargo, ma senza ampliare il sedime (l’area recintata da reti, per dirle in modo semplice) dell’aeroporto

La proposta alternativa del Parco è stata redatta da uno studio di progettazione aeroportuale: contestate osservazioni di Enac ipotizza appunto lo sviluppo dell’areea cargo all’interno del sedime, integrando quelli che (nel primo studio Enac) erano gli scenari 2 e 2A, che recuperavano appunto aree interne all’attuale sedime, a Sud del terminal 1.

«Una proposta simile a quella avanzata anche da noi sindaci» dice Dimitri Cassani, presidente di turno del Cuv, il consorzio dei Comuni varesotti intorno allo scalo, vale a dire Somma Lombardo, Ferno, Lonate Pozzolo, Casorate Sempione, Arsago Seprio, Cardano al Campo, Vizzola Ticino, Golasecca, Samarate.

Di fronte alla controproposta del Parco, Enac «è rimasta irremovibile sullo scenario 7, quello che prevede il consumo di 44 ettari a Sud», considerato dall’ente dell’aviazione civile l’unico che garantisca la sicurezza dei movimenti, ricostruisce Cassani.

Malpensa Generiche
La “mappa” degli scenari di sviluppo

Alla luce di questo il Parco del Ticino «ha ribadito il valore naturalistico e non sottoscrive, mantenendo il suo parere contrario». E non è detto che lo scontro non dia origine a ricorsi, come già sulla ferrovia Malpensa-Gallarate.

E i Comuni?
«Come Cuv abbiamo chiesto che questa posizione venga messa a verbale: Enac se ne prende la responsabilità, i sindaci ne prendono atto ma manteniamo la nostra posizione. I sindaci hanno proposto soluzioni». E il confronto qui rimane aperto.

Il confronto aperto, “ma dobbiamo arrivare a definire”

Resta comunque aperta l’interlocuzione sull’accordo tra Comuni e Regione, anche su altri aspetti intorno al masterplan, come le infrastrutture per il territorio, i limiti al rumore diurno e notturno, il monitoraggio ambientale. «Sea e Regioni si fanno carico delle “opere minori”, insieme a Regione, se si arriverà ad un accordo» sintetizza Stefano Bellaria, sindaco di Somma. Si parla del rinnovo della 336Dir (Sempione-Malpensa, via Giusti), la bretella di Arsago Seprio, il collegamento Cardano-Gallarate-Besnate, la “bretellina di Samarate” tra via Ollearo e via Milano.

È emersa anche la disponibilità di Sea a portare fuori dal sedime una serie di aree oggi rinchiuse tra le reti aeroportuali, «da ripiantumare e rendere fruibili, per un totale di 30 ettari», continua Bellaria.

«Il prossimo incontro deve essere decisivo: non si può andare oltre in questo confronto aperto ormai da tempo» conclude il presidente di turno del Cuv (che dal 30 giugno lascerà la carica al neoletto sindaco di Ferno). «Sul protocollo d’intesa, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni al rumore, abbiamo ribadito che manca ancora un dato oggettivo certificato da Arpa. Senza quello, non possiamo firmare una cambiale in bianco».

La posizione del Parco Ticino

Il Parco, a seguito di uno specifico supporto da parte di uno studio di ingegneria specializzato in progettazione aeroportuale, ha presentato al tavolo alcune proposte relative all’approfondimento delle alternative di progetto. Sono state individuate delle possibili soluzioni tecniche che, attraverso la modifica del layout e l’implementazione di adeguate procedure, avrebbero potuto far superare le criticità espresse dai proponenti in merito alla safety aeroportuale. Attraverso tali alternative sarebbe possibile realizzare l’opera senza compromettere le brughiere di Gaggio e Tornavento, direttamente impattate per 44 ettari di superficie ma, di fatto, interamente compromesse dalla ipotesi progettuale relativa alla alternativa 7. Nel corso della riunione il Parco ha proposto di effettuare un approfondimento tecnico tra il professionista incaricato ed i progettisti. SEA ed ENAC hanno dichiarato di non essere disponibili a tale confronto, affermando che l’alternativa 7 è l’unica percorribile per l’ampliamento dell’area cargo.

“Siamo delusi da questa preclusione espressa al tavolo da parte di SEA ed ENAC – afferma la Presidente del Parco Cristina Chiappa– perché siamo convinti che un confronto tra tecnici avrebbe potuto permettere di individuare soluzioni comunque adeguate per le esigenze aeroportuali che non comportassero però un impatto ambientale così rilevante”.

 Il Direttore del Parco Claudio De Paola precisa che “Le brughiere di Gaggio e Tornavento costituiscono un’area di straordinaria importanza sotto il profilo ambientale, non riproducibile, non replicabile, di fatto non compensabile per l’insieme delle caratteristiche dell’habitat . Per questa ragione il Parco, fin dal 2011, ha proposto l’istituzione di un sito Natura 2000 su tali aree e, fin dalle prime fasi di analisi del progetto relativo a Cargo City, ha sottolineato la necessità di tutela e la conseguente richiesta di sviluppare la proposta di opera su una delle alternative identificate dal proponente in sede di VIA”.
Il parere negativo a suo tempo espresso dal Parco approfondisce nel dettaglio tutte le motivazioni tecnico scientifiche che impongono la necessità di tutela delle brughiere di Gaggio e Tornavento.

“Purtroppo – prosegue la Presidente del Parco – se verrà confermato questo totale atteggiamento di chiusura nei confronti delle proposte avanzate, non sarà per noi possibile proseguire il confronto in merito ad un protocollo di intesa. Lo sforzo fatto dal Parco del Ticino di portare un contributo fortemente collaborativo non è stato in alcun modo accolto: nessuna delle proposte portate al tavolo è stata recepita”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Maggio 2022
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