Caldo, covid e condizioni di salute peggiori: l’estate difficile nei pronto soccorso di Varese

In un luglio difficile per tutta le rete dell'emergenza urgenza, anche la Sette Laghi registra lunghe ore di attesa e diverse criticità. Sono 66 i degenti positivi ricoverati

pronto soccorso di Varese

(foto d repertorio)
Sono giorni difficili nei pronto soccorso dell’Asst Sette Laghi.
Il mese di luglio ha messo ancora una volta a dura prova il personale già in affanno a causa di un prima parte di anno in emergenza. Il calo contenuto di casi covid tra fine maggio inizio giugno non ha permesso ai sanitari di tirare il fiato perché una nuova “ondatina” ha elevato il livello di pressione. I tempi di attesa per una visita o un ricovero rimangono molto elevati. 

« Questo mese abbiamo avuto una media di accessi tra i 150 e i 160 ogni giorno – spiega il professor Francesco Dentali Direttore del Dipartimento di Emergenza ad Alta Specialità a cui afferiscono i PS – C’è stato il Covid ma anche il caldo che ha contribuito a rendere critiche le condizioni di molte persone fragili, soprattutto grandi anziani. Quello a cui assistiamo, poi, è un netto peggioramento delle condizioni dei malati. Arrivano con pluripatologie, spesso gestite con difficoltà nei mesi della pandemia. Stiamo notando un aggravamento generale delle condizioni di salute della nostra utenza».

Il problema della maggiore complessità si ripercuote sull’allungamento dei tempi di ricovero: « Il percorso di recupero è più lungo – spiega il primario – e anche il momento della dimissione prevede una preparazione dei care giver e una serie di presidi necessari per evitare che, al ritorno a casa, la malattia si riacutizzi . Così il turn over dei letti rallenta, la richiesta in PS aumenta e il sistema va in crisi». La carenza di letti subacuti, ridotti per recuperare personale da impiegare per la gestione della pandemia, è un’ulteriore complicazione nella programmazione delle dimissioni dei pazienti: « Le case di comunità con gli infermieri di famiglia daranno sicuramente una risposta adeguata a questa carenza».

Il problema si registra in tutta la Lombardia e proprio lunedì scorso c’è una giornata nera per tutto il sistema dell’emergenza urgenza.  L’estate è storicamente un periodo complicato per chi lavora in PS: di solito però, è un problema di chiusura di posti letto per consentire al personale di fare le ferie: « La medicina non ha chiuso un solo letto – fa notare il professor Dentali – in compenso in azienda abbiamo attualmente 66 pazienti covid che ci costringono a ridurre nuovamente le disponibilità per tutte le altre patologie. Si tratta, in gran parte, di positivi al covid ma ricoverati per altri motivi. Ci sono solo due polmoniti». 

Per dare una risposta concreta, dalla prossima settimana un medico del reparto di medicina, insieme a un infermiere e al “case manager” scenderanno in pronto soccorso nelle ore diurne: «Sarà un aiuto concreto perchè prenderà immediatamente in carico i pazienti più critici che attendono il ricovero in reparto. Così inizia prima il percorso di cura e si limitano le complicanze. Crediamo che questo modello possa fornire una risposta all’emergenza in atto».

La speranza è che ormai la nuova ondata stia passando e si ritorni a un periodo di tranquillità. La cui durata, però, resta imprevedibile

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Luglio 2022
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  1. Scritto da malanova

    Due domande se possibile.
    Dei 66 ricoverati quanti sono entrati per altro motivo?
    Quanto personale manca oltre ai posti letto_

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