“Mi presti l’iPhone?”, e il telefono sparisce, condannato a Varese
I fatti risalgono al 2019. Il pm nella requisitoria: “Lo smartphone contiene oramai la vita di un individuo”
Una scusa per avere il cellulare – la chiamata da fare con urgenza – che poi sparisce, e in cambio viene chiesto alla vittima di pagare 300 euro per riaverlo. Tradotto: furto aggravato ed estorsione aggravata che vedeva giovedì alla sbarra due imputati dinanzi al Collegio di Varese.
Uno solo, il soggetto pregiudicato presente in aula nella gabbia perché detenuto per altra causa, che viene condannato. «Nello smartphone c’è la vita di una persona, sottrarre lo smartphone è un grosso danno per non dire un dramma – ha spiegato il pubblico ministero Luca Petrucci -. È un reato importante per il quale chiedo attenuanti generiche prevalenti alle contestate aggravanti a 3 anni e 6 mesi e 1200 euro di multa».
Le difese hanno eccepito difetti di identificazione certa degli imputati e riqualificazione dei reati in violenza privata. Gli imputati sono due ragazzi del 1999 e i fatti sono avvenuti in un giardino di Varese nel 2019: si tratta di due episodi distinti. Alla fine il giudice ha condannato a 2 anni 2 mesi 2 giorni e 1500 per il reato di estorsione il solo imputato presente mente ha assolto il secondo imputato per non aver commesso il fatto.
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