Aumenta la Tari a Varese: “Ma solo a metà”
Tra gli argomenti più dibattuti nella seduta del 27 aprile c'è stato quello riguardante la Tari, la tassa rifiuti comunale: un argomento che ha già scatenato la discussione tra maggioranza e minoranza
Tra gli argomenti più dibattuti nella seduta del 27 aprile c’è stato quello riguardante la Tari, la tassa rifiuti comunale: un argomento che ha già scatenato la discussione tra maggioranza e minoranza. In particolare, è stato il sesto punto ad affrontare la questione più spinosa, quella della revisione del piano economico finanziario 2022-2025 e della determinazione degli importi della tariffa per il 2023: «Il comune contribuisce a contenere gli aumenti alla metà, ripartendo i costi tra privati e utenti non domestici. La scelta che abbiamo fatto per non gravare eccessivamente sui cittadini è stata quella di coprire con le risorse del bilancio del Comune oltre la metà di questo incremento. Per mantenere le tariffe pressoché invariate abbiamo infatti deciso di intervenire con le casse comunali facendo una precisa scelta di sostegno a famiglie e imprese”» ha segnalato l’assessre al bilancio Cristina Buzzetti: ma comunque gli aumenti, per utenze domestiche e non domestiche, ci sono stati, e hanno provocato le proteste della minoranza.
Per questo il primo a fare “I conti in tasca” è stato ancora una volta Luca Boldetti, il consigliere del Polo delle LIbertà specializzato in bilanci, ricordando come alcuni aumenti ci sono stati anche nell’anno precedente. A lui ha risposto la consigliera Manuela Lozza, che ha ricordato i maggiori servizi offerti dalla Sangalli, come per esempio il raddoppio dei passaggi per carta e plastica. Anche Stefano Angei e Salvatore Giordano sono intervenuti contro le variazioni, “arrivate all’11 per cento” mentre Matteo Capriolo ha “spezzato una lancia” a favore della tariffa, giudicandola pressocchè invariata se vista in un arco temporale che si allarga fino al 2016 e Domenico Esposito ha chiesto all’assessore competente di verificare se i nuovi sacchetti stiano arrivando nelle scuole.
Al momento del voto, la risoluzione è stata approvata a maggioranza: 18 favorevoli e 12 contrari.
La nota del Comune, emessa a pochi minuti dalla votazione, ha poi motivato la scelta della Giunta: «Nonostante l’incremento Istat che si attesta ad oltre l’11%, le tariffe della Tari, dal 2016 ad oggi, sono rimaste pressoché invariate andando a intervenire specificamente a favore delle famiglie con una progressiva riduzione della parte variabile della tariffa (quella che incide in maniera maggiore sul tributo) ridottasi dal 2016 al 2023 di circa il 15%. È questo uno dei dati dalla discussione in Consiglio comunale in merito al punto sul regolamento della Tari. Se si prende infatti come esempio il caso di una famiglia di 4 persone, nel 2016 la quota variabile della tariffa era di circa 172 euro mentre nel 2023 sarà di circa 145 euro, con un risparmio di 27 euro. Per un nucleo famigliare di 3 persone invece la quota variabile della Tari del 2016 era di 148 euro mentre nel 2023 sarà di 126 euro, in questo caso con un risparmio di 22 euro. Se si ragiona invece sulle utenze non domestiche, escludendo il periodo della pandemia dove l’Amministrazione aveva profuso uno specifico sforzo sulle attività commerciali penalizzate dalle chiusure, il confronto tra il 2016 e il 2023 non vede nessuna variazione sulla tariffa, anzi in qualche caso presenta qualche diminuzione. Sempre per confrontare l’andamento della Tari negli ultimi 7 anni, prendendo come riferimento alcune tipologie di utenze non domestiche si può osservare che ad esempio per i ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub la tariffa del 2023 si mantiene comunque inferiore a quella del 2016. Stesso discorso anche per i negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta ed altri beni durevoli, in questo caso la tariffa nel 2016 era di 6,05 euro al metro quadro mentre nel 2023 è di 5,6 euro. Nessuna variazione di rilievo nemmeno per i bar, caffè, pasticcerie, gelaterie che nel 2016 avevano una tariffa tra variabile e fissa di 18,22 euro al metro quadro e nel 2023 sarà di 18,92 euro».
A fronte di questo però il comune ricorda: «I potenziamenti introdotti nel sistema di raccolta differenziata varesina. A partire dal centro ambientale mobile che sosta regolarmente nei vari quartieri a disposizione dei cittadini che vogliono conferire rifiuti evitando di recarsi in discarica. Fino all’aumento dei passaggi per diverse tipologie di raccolta come l’umido, la plastica e la carta. Un netto potenziamento poi c’è stato sul passaggio dei mezzi che puliscono le strade così come la sostituzione di molti cestini pubblici nelle strade e piazze centrali di Varese. In questi giorni inoltre è in corso la distribuzione dei nuovi sacchi che i cittadini possono comodamente ritirare nei centri di smistamento».
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