«Il disagio non grida, sussurra», gli studenti dell’Isis Newton di Varese a confronto sui disturbi alimentari
Ospiti dell’incontro la dottoressa Melissa Lastella, dell’associazione Amico Fragile e la nutrizionista Veronica Rovera. Momento più toccante, la testimonianza
La mattina di lunedì 16 marzo, le classi quarte e quinte di Biotecnologie sanitarie dell’Isis Newton di Varese si sono riuniti per un confronto dal vivo in cui hanno approfondito i temi dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione all’interno dei programmi scolastici. Un dialogo maturo e consapevole, che ha fatto nascere tante domande, interviste e riflessioni.
Ospiti dell’incontro due giovani professioniste, la dottoressa in Psicologia Melissa Lastella, dell’associazione Amico Fragile e la nutrizionista Veronica Rovera, che hanno risposto alle domande dei ragazzi con disponibilità, sensibilità ed empatia.
Il momento più potente è stato la testimonianza di Stefania Costanzo, che a soli 22 anni ha trovato il coraggio di raccontare i sei anni di anoressia che hanno segnato la sua adolescenza. Un racconto autentico, duro, ma pieno di luce: Stefania è riuscita a rialzarsi in particolare grazie ad una sua insegnante che ha captato i segnali del suo malessere, e ancora grazie alla famiglia, agli amici e naturalmente ai professionisti che hanno fatto rete intorno a lei, restituendole motivazione e futuro.
Il messaggio più importante è chiaro: i segnali di disagio non sempre gridano, spesso sussurrano. E proprio per questo vanno ascoltati, colti, interpretati. Amici, compagni, insegnanti, familiari: tutti possono essere il primo punto di appoggio per intercettare quei segnali che, se ignorati, possono trasformarsi in sofferenza profonda, un primo passo per evitare che il silenzio diventi una malattia che non raramente ha conseguenze fatali.
«Incontri come questo – spiegano gli organizzatori – dimostrano quanto sia prezioso il dialogo tra mondo studentesco e mondo adulto nella prevenzione e nella cura del benessere fisico e mentale. Oggi i ragazzi non hanno solo ascoltato: hanno partecipato, riflettuto, fatto domande, costruito consapevolezza».
Dato il forte interesse, gli organizzatori stanno valutando la replica dell’iniziativa a livello cittadino, per ampliare la sensibilizzazione su un tema che riguarda da vicino tutta la comunità.
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