“Un riconoscimento alla mia ventennale esperienza nei trapianti da donatore di pazienti con HIV”
La notizia della benemerenza presidenziale è arrivata al primario del Circolo di Varese lo scorso venerdì. "Una comunicazione inaspettata ma che fa molto piacere"
La notizia del conferimento della benemerenza presidenziale è arrivata lo scorso venerdì: « È stata del tutto inaspettata e chiaramente fa molto piacere». Il professor Paolo Grossi, primario della clinica di malattie infettive dell’Asst Sette Laghi e membro del Consiglio superiore di sanità oltre che consulente dell’Agenzia per le malattie infettive di Regione Lombardia, è stato insignito del titolo di “benemerito della salute pubblica” dal Presidente Mattarella su indicazione del Ministro della salute Schillaci.
« Non c’è una motivazione specifica dichiarata – rivela il professore dell’Università dell’Insubria – Credo che, però, si faccia riferimento alla mia ventennale attività nel campo dei trapianti, in particolare delle donazioni di pazienti HIV positivi. Ogni anno vengo coinvolto in circa 500 attività di valutazione di organi da donatori con patologie infettive potenzialmente trasmissibili. Dunque, si tratta di 10.000 trapianti a cui ho preso parte, molti dei quali, probabilmente, non sarebbero avvenuti senza la mia consulenza. Tre anni fa, ho esteso le mie valutazioni agli organi di pazienti positivi al covid. Sono stato il primo a dare indicazioni perché si procedesse secondo valutazioni precise».
Il professor Grossi dall’anno scorso siede anche nel Consiglio superiore di sanità,‘organo consultivo del Ministero, e qui conduce un’altra sua importante attività contro l’abuso di antibiotici: « Ho costituito un gruppo di lavoro all’interno del Consiglio superiore di Sanità per trattare specificamente un tema di cui si comincia ora, timidamente, a sentir affrontare. È un argomento da sempre ignorato. In letteratura esistono diversi lavori, studi, ricerche che mettono in risalto i pericoli collegati all’uso incontrollato di questi farmaci. Nella realtà, però, quelle indicazioni rimangono lettera morta. Il mio impegno è quello di arrivare alla definizione di strumenti concreti per stabilire dei comportamenti corretti
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