Alla Provvidenza di Busto Arsizio l’omaggio ad Alfredo Di Dio, morto 80 anni fa per la libertà a tutti
Nella rsa bustocca la presentazione del libro "Il mio comandante Alfredo Di Dio" che ripercorre la sua breve ma intensa vita sacrificata da partigiano azzurro sui monti dell'Ossola

Ottant’anni fa, il 13 dicembre 1944, all’interno dell’allora casa di cura La Provvidenza di Busto Arsizio, si scrissero alcune pagine di storia: nacque il raggruppamento Alfredo Di Dio che prendeva il nome dal capo dei cosiddetti partigiani azzurri, morto in combattimento così come il fratello Antonio, e unì la divisione Altomilanese e quella dell’Ossola sotto un unico comando con l’obiettivo di alimentare la Resistenza armata contro i tedeschi e i fascisti collaborazionisti.
Oggi, a pochi passi dalla lapide che ricorda quell’avvenimento, si è tenuta la presentazione del recentissimo libro realizzato dalle professoresse Grazia Vona e Margherita Zucchi dal titolo “Il mio comandante Alfredo Di Dio” che racconta la vita dell’uomo (breve ma intensa) e del capo delle brigate che operavano nelle valli ossolane e che furono anche protagoniste della breve esperienza della Repubblica dell’Ossola durata solo 40 giorni.
«I partigiani azzurri combatterono i nazifascisti con l’obiettivo di ridare la libertà a tutto il popolo, anche a coloro che erano a favore del fascismo» – ha spiegato Marco Torretta, presidente del raggruppamento Alfredo Di Dio che ancora oggi porta avanti la memoria di quei giorni eroici e sfortunati per molti giovani morti troppo presto.
Dopo le parole del presidente dell’Istituto La Provvidenza Romeo Mazzuchelli che ha ricordato come La Provvidenza abbia saputo accogliere i liberatori all’interno delle sue stannze l’assessore alla Cultura di Busto Arsizio Manuela Maffioli ha sottolineato la sua presenza sia per la carica che ricopre che come cattolica, orgogliosa di quello che hanno fatto quegli uomini.
Prima della presentazione del libro sono state ricordate alcune figure che in quel 1944 persero la vita combattendo contro l’esercito invasore e chi lo sosteneva o che organizzarono quei momenti difficili ed eroici: Carlo Tosi, primo comandante della Divisione Altomilanese, Brunetto Raimondi e Pietro Pezzotta, la missione segreta dell’O.S.S. americano con Aldo Icardi, monsignor Federico Mercalli.
Infine è stato presentato il libro, realizzato dalle due professoresse insieme a due storici militari come Pier Antonio Ragozza e Carlo Fedeli che hanno contribuito in maniera importante a ricostruire tutta la parte militare.
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