Per i maltrattamenti al nido privato di Gavirate arriva la seconda condanna: 3 anni alla “cuoca“
La donna coinvolta nelle indagini dei carabinieri di Besozzo che portano alle denunce e all'applicazione di misure cautelari. Disposti i risarcimenti per le parti civili
Per il caso di «maltrattamenti in famiglia» (reato contestato anche agli educatori o alle figure sotto la cui autorità ricadono le parti offese minorenni) al nido privato “Imparare è un gioco” di Gavirate è arrivata oggi, 12 febbraio, la condanna alla seconda indagata a 3 anni, la stessa pena richiesta dal pubblico ministero.
La donna, 46 anni, era l’assistente della responsabile e lavorava alla struttura privata nel centro storico della cittadina sul lago, per le cronache «la cuoca», cui venivano contestati i reati ipotizzati dopo le osservazioni investigative da parte dei carabinieri della Stazione di Besozzo e del reparto operativo nucleo investigativo di Varese.
L’imputata, difesa dal legale Corrado Viazzo che ne aveva chiesto l’assoluzione, dovrà risarcire ciascuna delle famiglie parti civili del processo che si conclude al primo grado (vige quindi la presunzione di innocenza) dopo la condanna con rito abbreviato della titolare, con pena poi ridotta in appello.
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