Commissioni nel caos a Varese: salta l’audizione su sicurezza e commercio, ma non è l’unica a rischio
Confesercenti, invitata ad ascoltare, parla di "occasione mancata". La maggioranza parla di responsabilità politica. Intanto si moltiplicano le convocazioni, si accavallano i temi e la prossima seduta sull’edilizia pubblica è di nuovo a rischio
Avrebbe dovuto rappresentare un momento importante di confronto tra istituzioni e rappresentanze territoriali la seduta congiunta delle Commissioni consiliari n. 8 (Attività produttive) e n. 10 (Sicurezza e Legalità) del consiglio comunale di Varese, prevista per la serata di ieri in videoconferenza. L’obiettivo era affrontare i fenomeni di degrado urbano e microcriminalità che stanno colpendo il tessuto commerciale cittadino.
Ma la commissione non si è tenuta: l’assenza del gruppo di maggioranza ha fatto venir meno il numero legale, facendo di fatto saltare la seduta. Un’assenza che Confesercenti Lombardia presente come uditore insieme a Confcommercio Varese, non ha esitato a definire un’occasione persa. «Se la commissione si fosse svolta regolarmente – ha dichiarato Bernardo Bianchessi, presidente territoriale di Confesercenti – avremmo portato alcune proposte concrete nate dall’ascolto delle attività del territorio. Tra queste, il potenziamento della videosorveglianza e la creazione di un canale stabile di dialogo tra commercianti, amministrazione e associazioni di categoria».
Una posizione ribadita anche da Rosita De Fino, direttrice territoriale dell’associazione: «Le città stanno attraversando una fase difficile. Le categorie economiche si aspettano un confronto serio, trasparente, propositivo. Il dialogo tra maggioranza, opposizione e realtà locali è imprescindibile».
Una posizione ribadita con ancora maggior forza dai rappresentanti politici dell’opposizione: «Si tratta di un atteggiamento immaturo, non corretto da parte dei consiglieri di maggioranza, che seguono ciecamente i diktat di un sindaco che crede di essere al di sopra di ogni regola messa a garanzia del corretto funzionamento della macchina comunale – Ha commentato Stefano Angei, Lega – il fatto che abbiano scelto di far mancare il numero legale in una commissione dove erano stati invitati dei soggetti esterni, i rappresentanti dei commercianti di Varese, denota scarsissima attenzione».
Ma cosa c’è dietro la mancata partecipazione della maggioranza? La motivazione è squisitamente politica, come ha commentato il presidente della Commissione 8, Lorenzo Macchi, PD. «La commissione è arrivata sulla scia di una mancata intesa emersa durante la recente riunione dei capigruppo. Da settimane assistiamo a un’escalation da parte della minoranza di richieste di convocazione, anche su temi che potrebbero essere trattati attraverso semplici interrogazioni. Questo incide negativamente sul funzionamento complessivo del Consiglio e comporta anche un aggravio dei costi per il Comune». Secondo Macchi, il problema non è la disponibilità al confronto, quanto piuttosto la necessità di un’organizzazione più razionale: «Non precludiamo nulla: se ci sono temi cari alla minoranza, siamo pronti a discuterne. Ma serve un quadro condiviso. Non si può affrontare un tema come la sicurezza a metà, senza un accordo politico di fondo».
La stessa incertezza minaccia ora la commissione congiunta delle Commissioni 2, 3 e 8 sull’edilizia pubblica, già saltata la scorsa settimana per questioni tara la maggioranza e la minoranza e la cui seduta di oggi, 27 giugno, sembra di nuovo a rischio.
Anche perchè, contestualmente, è stata fissata per l’8 luglio una Commissione Servizi Sociali sull’argomento che vedrà l’audizione del presidente di Aler Varese Stefano Cavallin. A confermare la centralità di quell’appuntamento (In contrasto con l’appuntamento di oggi) è l’assessore Roberto Molinari: «La Commissione Servizi Sociali è il luogo più adatto per affrontare in modo organico il tema dell’edilizia pubblica a Varese, sia di proprietà comunale che Aler. In un momento in cui gli sfratti sono in aumento, serve una visione completa e un confronto anche con soggetti privati».
«Galimberti aveva dichiarato apertamente in conferenza capigruppo che avrebbe anestetizzato le commissioni – commenta Angei – Ci aspettiamo che succeda anche stasera, dove abbiamo stilato un preciso ordine del giorno, Non funziona cosi la democrazia, non vogliamo che la maggioranza ci detti l’agenda».
Tra appuntamenti che saltano e interlocuzioni istituzionali che si inceppano, e accuse reciproche di scorrettezza, le comissioni varesine sembrano arenate: e l’unico a soffrirne sembra ancora il territorio.
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