La Renese trionfa alla Coppa Varese di bocce
Un trionfo per i bianco blu sui campi di Carnago dove si è svolta la manifestazione

“Nemo propheta in patria est” frase pronunciata da Gesù Cristo in occasione del rifiuto dei concittadini di Nazareth alle sue teorie e riportata dai quattro Evangelisti, seppure con motivazioni diverse. Questo secondo la storia della sua nascita, ulteriormente utilizzata dal mondo, non solo cristiano, dei tempi antichi, ma con caparbietà nel corso dei secoli a significare il non apprezzamento da parte di chi ti è accanto, si tratti di famiglia, amici oppure, in senso più lato, del territorio natio.
La Coppa Varese, disputata sui campi di Carnago, con Carnago entro la triade finalista, poteva sfuggire all’imperiosa affermazione che nessuno è profeta in casa propria? Assolutamente no, anche se qualche recondita armonia – udiamola cantare da Luciano Pavarotti interprete del pittore Mario Cavaradossi nella Tosca di Puccini – stava germogliando nelle menti degli arancioni locali dopo l’indiscutibile successo ottenuto contro la Cuviese.
Non poteva vincere Carnago, seppure avesse steso tutte le possibili reti per avviluppare in maglie strettissime i renesi, e ci stava pure riuscendo, perché dopo aver lasciato via libera nell’individuale a Carera – 2 a 8 -, ricuperava nella coppia lasciando gli allibiti Branchini/Politi a 12 e consegnava alla terna – 16 a 12 il punteggio – il compito di sfatare la dizione latin/popolare. Ma i renesi s’impuntavano, pretendevano il rispetto della tradizione conclamata, così lentamente, ma con piglio costante, il trio Bossi Thierry/Guerrieri Diego/Rodari Gianfranco ricuperava punti, ignorando la disperazione di Fiorato che, dopo aver recentemente incassato una sconfitta da Rama a Daverio, doveva inserire un’altra pietruzza nel collier degli insuccessi, considerato che i bianco blu erano animati da una malvagia volontà di primeggiare.
Infine la contesa si concludeva con un altisonante 24 a 20, lasciando leggermente scornati i locali. La finalissima coronava un percorso agile, nel quale si erano mosse con un notevole spirito di collaborazione tutte le Società inserite nei tre gironi – nord, centro e sud della Provincia di Varese -, formati con oculatezza, rispettando il più possibile le vicinanze geografiche.
Quindi decisamente un successo per la manifestazione, voluta con fermezza e organizzata con altrettanta precisione, tramite l’ausilio dell’apposita commissione, dal Delegato Alessandro Bianchi, onorata da una partecipazione consistente e portata a termine in modo snello ed efficace; se si vuole individuare un neo, questo potrebbe essere collocato nella possibilità di far disputare due set, escluso l’individuale, a più giocatori, compreso quello appartenente alla categoria A: è ovvio lo sbilanciamento per chi annovera atleti di quella categoria che possono incidere sul risultato in modo rilevante, tuttavia è un dettaglio che non va a inficiare la sostanza. E poi si sa che per raggiungere la perfezione …
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