Vandalizzato il belvedere di San Fermo che i residenti stavano ripristinando
La rabbia e lo sconforto dei residenti che si sentono abbandonati dall'Amministrazione comunale "Hanno tolto panchine e paletti, i ci negano le telecamere e non riparano i danni del maltempo"

Sconforto e rabbia tra i residenti di Penasca, il borgo antico di San Fermo, colpito nella serata di giovedì 10 luglio dall’ennesimo atto di vandalismo. Colpito per l’ennesima volta il belvedere davanti al Santuario, appena ripulito dai residenti dell’associazione Amici di San Fermo. Per la quarta volta i cittadini ssi preparavano a restaurare il murales dell’artista locale Giampiero Castiglioni dedicato al Cantico delle Creature di San Francesco.
Un colpo al “Paese di pinto” della città, a meno di due mesi dalla prossima rassegna darte “Penasca, n boro da riscoprire”.
Il muro era stato pulito nei giorni scorsi dai volontari. Le vernici per ripristinare intonaco e dipinto sono già state acquistate. Ma il lavoro programmato e portato avanti dalla comunità è stato vanificato da qualche balordo in meno di un’ora: tra le 22 e le 22.45 di giovedì sera. Questa la finestra di tempo ricostruita dai residenti che l’indomani mattina, dopo l’annuncio in nottata sui social, passavano sconsolati dal belvedere di via Oslavia quanto accaduto.
IL DANNO SUL MURO APPENA RIPULITO
Vernice blu e nera per ribadire la solita frase “San Fermo regna” e un più internazionale “welcome” accanto a scritte incomprensibili accanto a disegni cretini sin troppo espliciti a imbrattare assieme al dipinto anche i muri attorno, il davanzale in pietra del belvedere, la targa che intitola lo spiazzo a De Bortoli, ormai illeggibile, e perfino le pareti laterali dell’antico Santuario.
Ma più dello sconforto per l’ennesima idiozia, brucia la rabbia nei confronti dell’Amministrazione comunale, accusata dai residenti di aver abbandonato Penasca.
COMUNE SOTTO ACCUSA: “TOGLIE E NON DÀ”
Da sempre, già da quando è stata ristrutturata la via Oslavia nel 2017, i residenti hanno chiesto per il Belvedere delle telecamere che non sono mai arrivate: “Il Comune prima non ha risposto poi pressato ha detto che non aveva soldi ed ora che non c’è la fibra”, ha scritto una residente degli Amici di San Fermo sui social.
Le telecamere erano tra le richieste di una raccolta firme presentata l’anno scorso al Comune dalla stessa associazione (QUI L’ARTICOLO).
Al contrario di migliorare, la situazione peggiora anche a causa di quelli che i residenti definiscono “interventi sconsiderati e dannosi” da parte dell’Amministrazione di Palazzo Estense. A cominciare dalle panchine rimosse, dal belvedere come dalla passeggiata alberata di via Rovereto e persino dal capolinea sella linea H, con tutta la pensilina, appena fuori dal borgo.
“Le panchine permettevano anche ai residenti meno agili di sostare al Belvedere e goderne il panorama e, di conseguenza, presidiare il luogo. Ora solo quanti si arrampicano sul davanzale possono fermarsi qui comodamente più di qualche minuto”. Stesso discorso vale per la via Sette Termini.
Tornando al Belvedere il comune ha rimosso quattro anni fa i paletti in metallo che evitavano la sosta delle auto. “Avevamo chiesto noi di rimuoverli per agevolare l’arrivo di Monsignor Delpini per la benedizione del Santuario appena ristrutturato, nel 2021 – raccontano i residenti – Invece di aprire i lucchetti dei paletti, per una rimozione temporanea, gli operai del Comune hanno segato i paletti che quindi non sono più stati riposizionati, esponendo ancora di più il Belvedere ad un uso improprio”.
Inagibile e abbandonato a se stesso dopo i danni dei temporali del 2024 il Centro Grilli, dietro la Chiesa, mentre il tronco i un grande albero, caduto sempre l’estate scorsa bloccando il passaggio pedonale che da dietro gli spogliatoi porta alle gradinate del campo sportivo di via Sette Termini, non è ancora stato rimosso.
Tanti aspetti che generano un senso di abbandono diffuso tra i residenti di Penasca. Una percezione acuita anche dall’ultima segnalazione senza risposta: alle porte del borgo antico di San Fermo, in via Monte Cristallo, qualcuno ha chiuso un fazzoletto di terreno pubblico, trasformandolo in un deposito privato. E prosegue indisturbato, nonostante le segnalazioni.
A settembre la consueta rassegna d’arte “Penasca, un borgo da riscoprire” che anima vicoli e cortili del paese dipinto con le opere di decine di artisti voleva rendere omaggio a San Francesco. Da qui la scelta del gruppo promotore di ripulire il murales a lui dedicato. Un’impresa vanificata, prima ancora di essere portata a compimento.
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