Violenza sessuale sulla convivente, arrestato a Varese un uomo di 36 anni
Il fatto avvenuto nella serata di lunedì. L’uomo, cittadino italiano di origini straniere si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al Gip. La donna ancora ricoverata in ospedale
Le manette per lui, l’ospedale per lei, dove si trova tuttora ricoverata. Nell’appartamento di Varese presenza di cospicuo materiale biologico.
L’accusa è di violenza sessuale aggravata e lesioni. È una brutta storia quella che emerge dalle cronache del capoluogo nel giorno dell’udienza di convalida dell’arrestato, un uomo di 36 anni di origini straniere che dopo la misura restrittiva presa nell’immediatezza dei fatti (all’alba di martedì 22 luglio) resta rinchiuso ai Miogni.
È accusato di aver abusato sessualmente della convivente, anche lei di 36 anni, e di averla ferita nella serata di lunedì scorso quando i vicini di casa avrebbero avvisato i carabinieri per una serie di urla e lamenti provenire da un appartamento cui è seguito l’arrivo sul posto delle pattuglie dei carabinieri della Stazione di Varese e poi dell’aliquota operativa della Compagnia di Varese.
L’uomo è stato successivamente portato in caserma per gli accertamenti del caso cui è seguito l’arresto in concerto col pubblico ministero di turno, il Sostituto Lorenzo Dalla Palma che segue le indagini e che ha dato disposizione di eseguire accertamenti sul posto, e poi richiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.
Nella tarda mattinata di venerdì si è tenuta l’udienza di convalida dinanzi al giudice per le indagini preliminari Niccolò Bernardi che ha valutato l’arresto eseguito correttamente, e disposto la misura cautelare in carcere per l’indagato confermando le richieste della Procura.
L’arrestato non ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari e si è dunque avvalso della facoltà di non rispondere; parimenti, nei primi giorni seguito l’accaduto la compagna, che poi avrebbe negato agli inquirenti l’accaduto: risulta ancora ricoverata in ospedale per lesioni di cui i sanitari non hanno ancora sciolto la prognosi
. Non risultano particolari pregressi a carico dell’indagato, almeno non reati gravi contro la persona.
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