“Abbiamo visto i nostri studenti diventare Cittadini del Mondo”: trent’anni di scuola e integrazione a Sesto Calende

L’associazione Cittadini del Mondo, attiva da oltre vent’anni conta più di 300 iscritti, decine di volontari e una rete di sportelli che aiutano a trasformare l’accoglienza in integrazione. L'intervista alla Materia del Giorno

Giovanni Chinosi - La Materia del giorno - Cittadini del mondo

Trent’anni fa era solo un piccolo gruppo che si incontrava in biblioteca, oggi è una realtà radicata e riconosciuta da tutta la comunità di Sesto Calende, al punto da ricevere il Premio Città di Sesto Calende. L’associazione Cittadini del Mondo, fondata nei primi anni Novanta, ha trasformato l’insegnamento della lingua italiana in un vero strumento di cittadinanza, aiutando centinaia di persone straniere a trovare una voce e un posto nella società.

A raccontarlo è Giovanni Chinosi, uno dei fondatori, che ricorda come tutto sia iniziato dal bisogno di “stare insieme e comunicare”. «Abbiamo dato a chi arrivava lo strumento fondamentale per vivere qui: la lingua», spiega. Con il tempo, i corsi di italiano sono cresciuti fino a coinvolgere più di 300 iscritti l’anno e oltre 200 volontari in totale, sparsi tra Sesto Calende, Taino, Mercallo, Ternate e Cadrezzate.

Non solo scuola. L’associazione gestisce anche sportelli dedicati alle pratiche burocratiche, indispensabili in un sistema di leggi sull’immigrazione sempre più complesso. «Se non hai i documenti giusti diventi invisibile», sottolinea Chinosi, «per questo abbiamo aperto quattro sportelli: aiutiamo le persone a compilare moduli, capire circolari e ottenere i permessi necessari».

Il riconoscimento del Comune di Sesto Calende, con la consegna della benemerenza cittadina lo scorso settembre, premia un lavoro che ha saputo andare oltre l’assistenza: «Abbiamo visto i nostri studenti diventare cittadini, votare nei consigli di quartiere, candidarsi ed essere eletti. Alcuni hanno persino insegnato italiano ad altri migranti nei loro paesi d’origine».

Le sfide, oggi, sono soprattutto pratiche: trovare spazi adeguati, risorse e nuovi volontari. «I giovani ci sono, ma restano poco tempo, i pensionati sono il cuore stabile della nostra rete», racconta Chinosi. E intanto le esigenze cambiano: se all’inizio arrivavano soprattutto giovani uomini, oggi i corsi sono frequentati da donne e famiglie ricongiunte, e cresce la richiesta di doposcuola per i bambini.

Guardando al futuro, l’associazione non vuole fare previsioni: «Abbiamo sempre risposto ai bisogni del momento. L’obiettivo più bello sarebbe che non ci fosse più bisogno di noi: significherebbe che l’integrazione è compiuta e che davvero siamo diventati pari a pari».

Tutti gli eventi

di aprile  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 23 Settembre 2025
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.