Iroegbu: “Play o guardia? Non fa differenza, l’importante è aiutare la squadra”
Il nuovo acquisto biancorosso si presenta in vista dell'esordio di Venezia: "Ho parlato a lungo con Kastritis, non vuole snaturare il mio basket". Horowitz: "Il 6+6 deciso prima di Reggio: prima di un altro intervento valutiamo la squadra"
«Il coach mi ha detto che non vuole snaturare il mio gioco. In carriera ho giocato sia da play sia da guardia e non ho problemi a spostarmi nelle due posizioni: mi adatto alla situazione migliore par aiutare la mia squadra in attacco. Non mi preoccupa il tipo di utilizzo tattico durante la partita». Ike Iroegbu, maglia numero 11, si presenta così davanti ai microfoni della Itelyum Arena, mentre sta ancora cercando di ambientarsi nella nuova tappa di una carriera che lo ha già portato in diverse località d’Europa.
E del resto ha avuto pochi giorni per passare dalla paella al risotto, transitando però dalla California: «Non ho avuto il tempo di confrontarmi con altri giocatori per convincermi della bontà dell’offerta che ho ricevuto da Varese – spiega quando gli si chiedi di eventuali contatti con i nigeriani transitati da Masnago – Ho parlato con il mio agente, con coach Kastritis e con i vertici della società: Max Horowitz, Zach Sogolow e naturalmente Luis Scola. L’unica cosa extracampo è stata la spiegazione geografica da parte del mio procuratore che mi ha parlato di Varese al centro di un territorio compreso tra Svizzera, Milano e Lago di Como. Per il resto, solo pallacanestro».
Sistemato l’attacco con la prima dichiarazione, c’è anche una difesa da considerare: «In fase difensiva coach Kastritis mi ha spiegato come sia necessario tenere alta la pressione sugli avversari: dobbiamo prima di tutto sistemare la difesa sul portatore di palla».
Il rischio “bassa classifica” non spaventa il 30enne americano di passaporto nigeriano. «So bene quanto sia importante evitare la retrocessione nel sistema europeo e sono pronto a giocare con questo obiettivo. Ho già avuto esperienze di questo tipo (Treviso e Girona, per esempio ndr). Dobbiamo migliorare la nostra classifica ma il gruppo di giocatori può ambire a ciò».
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Infine un ricordo della sua unica esperienza in quel di Masnago, con addosso la maglia della Nutribullet: match vinto di un soffio dalla OJM di Matt Brase (87-85) in cui Iroegbu segnò 15 punti. «Mi ricordo bene di quella partita perché in fase di presentazione sapevamo di dover affrontare una squadra che praticava un basket molto veloce e poi fu proprio così in campo. Ricordo anche l’ambiente, molto caldo, al palazzetto in quella serata».

HOROWITZ: “SEI STRANIERI PER ESSERE PIU’ FORTI” – Accanto a Ike Iroegbu e a Mario Oioli ha preso posto Max Horowitz, uno dei due gm americani della Pallacanestro Varese che ha ufficializzato – ma era cosa nota – il passaggio alla formula dei sei stranieri. «Lo abbiamo deciso prima della partita di Reggio Emilia ma per attuare il passaggio dovevamo trovare un giocatore adatto quale è Iroegbu. Vogliamo essere molto competitivi in un livello alto come è quello della LBA e quindi ci servono giocatori che spingano avanti la squadra. Ike ha giocato anche in Spagna toccando l’Eurolega e con la nazionale della Nigeria».
Per adesso, il nuovo play sarà l’unico innesto (ma, crediamo, le antenne sono sempre accese su radio-mercato): «In questo momento vogliamo vedere la nostra squadra attuale al 100% per valutare eventualmente che tipo di giocatore inserire, poi decideremo eventualmente come attivarci. Per ora abbiamo in rosa Stefan Moody e lo consideriamo parte di questa squadra: vogliamo che lui giochi bene perché il reparto guardie ora è più forte e completo».
LUCI A MASNAGO – Disponibile su podcast la puntata di giovedì 30 con un approfondimento su Ike Iroegbu e con ospite speciale Paola Biancheri de “Il basket siamo noi”. Ascoltala qui sotto.
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