Cuore giallonero: un incontro di emozioni e valori con i sostenitori dei Mastini Varese
Daniele Cassioli mattatore dell'incontro con i supporter dell'hockey varesino. Mondo sportivo e imprenditoriale a confronto sul valore della fiducia, della responsabilità e del senso di appartenenza come motori di crescita comune
Un incontro carico di passione, sorrisi e orgoglio quello che si è svolto nei locali della Elmec tra i sostenitori dei Mastini Varese e alcuni protagonisti della grande famiglia giallonera. Una serata pensata non solo per parlare di hockey, ma anche per condividere i valori che rendono unica questa squadra: impegno, amicizia, e voglia di superare i propri limiti.
A rompere il ghiaccio è stato Marcello Vitella di Yop che ha presentato Daniele Cassioli, atleta paralimpico varesino e grande amico dei Mastini, che con il suo racconto ha subito catturato l’attenzione dei presenti con una riflessione profonda sullo sport come scuola di vita e motore di crescita per le persone e i territori.
“Lo sport è fatto di cose invisibili, ma è lì che nasce la vera forza”

Secondo Cassioli, attorno a un percorso sportivo si costruiscono relazioni e un valore invisibile che nel tempo rende attrattivo un territorio e lo fa riconoscere attraverso i suoi risultati. «Il senso di appartenenza – ha spiegato – non si vede, ma fa la differenza nella performance. La maglia che indossiamo, nello sport o in azienda, genera responsabilità e orgoglio. Il problema è che nel mondo del lavoro non sempre le persone la sentono addosso».
Il campione ha raccontato la propria esperienza nello sci nautico, iniziata nel 1995, quando portare un atleta non vedente su una barca non era affatto comune. «All’epoca gli allenatori si nascondevano. Ma proprio da quelle difficoltà sono nate le mie opportunità». Da qui il concetto del “valore invisibile dello sport”: tutto ciò che il pubblico non paga per vedere – l’allenamento, la disciplina, la fatica – ma che costruisce il risultato.
Cassioli ha poi parlato del peso del contesto e dello spogliatoio, elementi che incidono sulle persone molto più di quanto si pensi. «Nello sport la classifica finale non è sempre proporzionale al budget. A fare la differenza è il clima che si respira. Se a un atleta disabile dai una barca vecchia, gli comunichi che vale meno. Ma se lo fai allenare in un centro bello e accogliente, gli stai dicendo che credi in lui». Lo spogliatoio, secondo Daniele, non è solo un luogo fisico, ma uno spazio di fiducia e confronto, dove ci si può mostrare fragili e dire le cose che contano. «Anche in azienda esistono spogliatoi: sono i momenti alla macchinetta del caffè, dove si costruisce la vera squadra».
Il cuore del suo intervento si è concentrato su tre parole: obiettivo, scopo ed eccellenza.
«Nello sport l’obiettivo è vincere, in azienda è fare numeri. Ma il vero motore è lo scopo, il purpose: capire perché vogliamo vincere. È quello che tiene accesa la passione anche nei momenti difficili». Cassioli ha raccontato come il suo scopo si sia evoluto nel tempo: prima dimostrare che poteva farcela, poi migliorarsi, e infine inspirare gli altri.
Altro tema centrale è la fiducia, valore invisibile e insieme competenza chiave. «Un giocatore in fiducia fa cose straordinarie perché la voglia di riuscirci supera la paura di sbagliare. Io ho dovuto allenarla: sciare senza vedere significa affidarsi completamente a un’altra persona». E invita a cambiare prospettiva: «Non chiediamoci cosa rischiamo se ci fidiamo, ma cosa ci perdiamo se non lo facciamo».
Lo sport è una palestra di vita che allena competenze trasversali fondamentali come lavoro di squadra, creatività e gestione delle emozioni. «Sostenere i progetti sportivi di base, come quello dei Mastini, significa formare persone più consapevoli e preparate. Un ragazzo che non fa sport non crea solo un problema al sistema sanitario, ma anche di socialità». Infine, parlando della “magia dei Mastini”, Cassioli ha condiviso il segreto per superare i limiti: rinnovare lo scopo.
«Quando ho battuto il record del mondo di salto – 21,10 metri – volevo dimostrare che un cieco poteva farcela. Oggi il mio scopo è condividere e ispirare. Bisogna credere per vedere: visualizzare un obiettivo e poi costruirlo, insieme».
Un talk per scoprire l’anima del successo dei Mastini
Al termine dell’intervento di Cassioli è intervenuto Marcello Vitella, che ha voluto ringraziare i partner e i tifosi per il loro sostegno costante, definendoli “il sesto uomo sul ghiaccio”. «Ogni volta che entriamo in campo – ha detto – sentiamo la vostra voce, la vostra energia. Siete parte di ogni vittoria e ci aiutate a rialzarci dopo ogni sconfitta». Il suo intervento ha sottolineato l’importanza del legame tra squadra e pubblico, un binomio che da anni rende il PalAlbani una vera e propria casa giallonera.
A portare la riflessione dal mondo dello sport a quello dell’impresa è stato Alessandro Villa di Elmec Solar, che ha sottolineato come anche nel lavoro quotidiano la fiducia sia un valore fondante e concreto.
«Molte delle attività del Gruppo Elmec – ha spiegato – si basano proprio su questo principio». Un esempio emblematico è il mercatino interno autogestito, privo di cassiera, dove i colleghi possono prendere ciò che serve lasciando spontaneamente il denaro dovuto. «Ogni volta – ha raccontato Villa – ci accorgiamo che nel cassetto ci sono più soldi del previsto. È la dimostrazione che, se ti fidi delle persone, le persone tendono a restituirti fiducia». Un piccolo gesto quotidiano che rivela un grande valore invisibile: quello della responsabilità condivisa e della cultura dell’affidabilità.
A seguire, Carlo Bino, presidente dei Mastini Varese, ha raccontato la nascita e l’evoluzione del progetto giallonero, nato tre anni e mezzo fa da una visione chiara e coraggiosa. «Tutto è partito dalla fiducia – ha ricordato – quella delle aziende che ci sostengono, delle persone che lavorano dietro le quinte e dei giocatori che ogni giorno scendono sul ghiaccio con la consapevolezza del valore della nostra maglia». L’obiettivo, ha sottolineato, non è solo costruire una squadra vincente sul piano sportivo, ma un gruppo di lavoro unito, che rema nella stessa direzione.
«Cerchiamo partner e atleti che condividano il nostro modo di vedere le cose, che credano nel progetto e nei valori che lo animano». Una visione che affonda le radici nei quarant’anni di storia dei Mastini, ma che guarda al futuro con lo stesso entusiasmo di chi sa che la vera forza nasce dalla fiducia reciproca.
Nuovi partner e grandi conferme
Insieme con Elmec solar, Coop Lombardia e tanti altri partner sono saliti sul palco nuove realtà che hanno deciso di supportare l’hockey varesino. De Luis scavi, Moneva, Istituto De Filippi tra questi. Una squadra che si accresce sempre per mantenere alti i colori gialloneri.
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