Oltre 150 persone in piazza a Gallarate per ricordare Luciano Zaro e rispondere all’estrema destra
Baldazzi, Anpi Gallarate: "Manteniamo saldi i nostri principi e continuiamo ad impegnarci per la giustizia, la solidarietà, la parità di genere, soprattutto la pace"
“Essere in tanti oggi è la migliore risposta ai fascisti e prendono la piazza di Gallarate”. A 81 anni dall’assassinio del giovane partigiano cattolico Luciano Zaro, ucciso sotto gli occhi della madre in cortile del quartiere Arnate, la commemorazione si trasforma in un presidio in risposta alla manifestazione convocata dall’estrema destra guidata da Casa Pound.
Davanti alla targa che ricorda il giovane partigiano sono ritrovate oltre 150 persone, prevalentemente della città ma anche un qualche presenza dalle zone intorno, come la delegazione Anpi da Varano Borghi, un gruppo di Somma Lombardo, il vicepresidente della casa della resistenza dal novarese. Voci politiche e sensibilità diverse, dall’Associazione Mazziniana al piccolo Partito Comunista, dal Movimento Federalista ai consiglieri comunali centrosinistra, passando ovviamente per l’Anpi, l’associazione partigiani, con le bandiere tricolore e gli stendardi.
“Da voci singole dobbiamo diventare un coro” ha insistito Ester De Tomasi la presidente provinciale Anpi. “Essere in tanti è la migliore risposta ai fascisti” ha aggiunto Piero Beldì, vicepresidente della Casa della Resistenza di Fondotoce.
Antonio Longo, del Movimento Federalista Europeo, ha rilanciato la proposta già lanciata a maggio di tenere a Gallarate “un convegno su immigrazione e integrazione, coinvolgendo le comunità straniere”, come risposta positiva alla narrazione identitaria, una proposta accolta esplicitamente da Rosalba Biagiotti presidente delle Acli cittadine.
Sul fronte politico Alessandro Pennati di Alleanza Verdi Sinistra ha ribadito che la libertà di parola trova nel rispetto dei valori Costituzionali, Giuseppe Maffioli (Pci) ha parlato di “risposta forte della città” contro la remigrazione e l’estrema destra e sottolineato il tema del lavoro.
Giovanni Pignataro (consigliere Pd) ha ricordato la necessità del contrasto alla violenza contro le donne – portando la solidarietà alla vittima della violenza sessuale di due settimane fa – e ha sottolineatoche anche “la sicurezza è un tema da libertà, le risposte vanno costruite a partire da politiche sociali e non da politiche securitario”. Pignataro ha richiamato anche responsabilità del sindaco Cassani, che per primo ha riportato in auge la parola remigrazione cogliendo come occasione la tremenda violenza sessuale.
“Anche se in questo momento il disordine ci pare soverchiante, manteniamo saldi i nostri principi e continuiamo ad impegnarci per la giustizia, la solidarietà, la parità di genere, soprattutto la pace” è stata l’esortazione finale di Guja Baldazzi, presidente dell’Anpi gallaratese.
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