Cocò, il gallo al cimitero di Cedrate, nella città di Gallarate: “È il nostro fiero guardiano”
Allontanato due volte, per due volte è tornato, affezionato al luogo. La sua presenza non mette d'accordo tutti, ma c'è un gruppo di volontari che se ne prende cura
Allontanato due volte, per due volte è tornato: il protagonista della storia è Cocò, un gallo che ha scelto come sua abitazione il cimitero di Cedrate, uno dei cinque camposanti della città di Gallarate, che tra l’altro è nota appunto come “la città dei due galli”. Una presenza che non mette d’accordo tutti, ma che di sicuro è considerata preziosa da un gruppo di volontari che se ne prende cura.
«Voglio parlarvi del mio amico speciale, Cocò, il gallo nero dai riflessi smeraldo e la piuma bianca “da bersagliere” che da due anni ha eletto il Cimitero di Cedrate casa sua. Ogni mattina, la nostra missione è garantirgli acqua fresca e cibo, perché amiamo questo coraggioso e testardo galletto» racconta Giusy, una delle volontarie che lo curano.
«Sappiamo che la sua presenza insolita non mette tutti d’accordo, e purtroppo a volte ci scontriamo con chi non lo vuole lì perché “sporca le tombe”. La controversia sulla permanenza di Cocò cresce insieme alla sua fama. Nonostante la maggioranza dei visitatori si è affezionata a quel fiero guardiano nero – e nonostante la smentita sulla sua presunta “sporcizia”, notoriamente opera dei piccioni – le lamentele non cessano».
«È così che, in due diverse occasioni, nell’arco degli ultimi mesi, è stato organizzato il suo allontanamento. La prima volta un addetto del cimitero lo ha portato in una fattoria in periferia, convinto di regalargli una vita migliore in compagnia dei suoi simili. La seconda volta una signora lo ha portato a casa. Ogni volta, il cimitero ripiombava in una quiete quasi troppo silenziosa. La gente, abituata al suo canto mattutino e al suo incedere altero tra le tombe , si sentiva orfana. Ma la sua fedeltà è stata più forte di qualsiasi distanza o recinto. Due volte lo hanno portato via, e per due volte dopo alcuni giorni è ritornato, con la sua solita fierezza intatta, la piuma bianca leggermente spettinata ma ancora dritta».

«Non si sa come abbia fatto a percorrere i chilometri che lo separavano dal cimitero né come sia riuscito ad eludere i pericoli della strada. Ciò che importa è il risultato: Cocò tornava, e tornava sempre sotto lo stesso cespuglio la stessa lapide, il suo punto di riferimento segreto nel camposanto».
È chiaro: non è un gallo smarrito, è un gallo che ha scelto la sua casa e nessuno, né nulla, è riuscito a portarlo via per sempre. «Noi amiamo il nostro Cocò! E continueremo a prenderci cura di lui, il nostro piccolo guerriero nero».
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