Un Natale di comunità e cura al Centro Gulliver di Varese
Una cena natalizia che sfida le convenzioni, tra musica, accoglienza e solidarietà. Il presidente Emilio Curtò: "La bellezza è un atto di cura"
Una serata in allegria e cura per le relazioni. Uno sguardo alla propria storia, ma anche al futuro che accoglie con serenità i cambiamenti che vanno affrontati. Un centinaio di persone hanno accolto l’invito del Presidente che ha tracciato una nuova strada per il Natale del Centro Gulliver di Varese.
L’incontro si è tenuto nei locali rinnovati della struttura ed è stato più di una semplice cena comunitaria: è stato un inno alla bellezza intesa non solo come esteticità, ma come valore umano e cura. Il presidente Emilio Curtò ha introdotto l’evento con un intervento che ha rivelato la filosofia che guida l’operato del centro, un luogo dove la fragilità si trasforma in forza attraverso l’accoglienza e l’amore per le persone.
“Questa serata non è solo una cena, è un simbolo di ciò che rappresentiamo: una comunità che si prende cura l’una dell’altra”, ha dichiarato Curtò, sottolineando come quest’anno la tradizionale cena natalizia fosse diversa. “Abbiamo deciso di rompere con lo schema del passato. Non abbiamo scelto un ristorante esclusivo, ma abbiamo voluto invitare i nostri amici a casa nostra, un luogo più accogliente, familiare. L’obiettivo non era solo raccogliere fondi, ma raccogliere consenso, affetto e vicinanza”, ha spiegato il presidente.
Ad aprire serata è stata una selezione del Greensleeves Gospel Choir, diretto da Fausto Caravati di SoleVoci con un’emozionante esibizione. “La musica corale – ha raccontato Curtò – è il linguaggio universale che meglio rappresenta il nostro intento. La bellezza di un coro è che riesce a comunicare ciò che a volte le parole non riescono a dire, un messaggio di comunità e di solidarietà”.
Un altro punto fondamentale del suo intervento è stato l’invito a superare i pregiudizi legati alle persone fragili. “Molti pensano che chi è in difficoltà se la sia cercata. Noi, al contrario, ci prendiamo cura di chi ha bisogno senza giudicare. I nostri ospiti sono persone che hanno affrontato difficoltà e malattie. Non possiamo permetterci di banalizzare la loro condizione. È nostro compito accoglierle con rispetto e dignità”, ha ribadito Curtò, ribaltando un luogo comune diffuso.

In un contesto di cambiamento continuo, Curtò ha anche parlato dei progetti futuri del Centro Gulliver, annunciando che il 2025 sarà dedicato al concetto di “bellezza”. “La bellezza non è solo estetica, è qualcosa che deve essere coniugato con il buono. Vogliamo che i nostri spazi, dalla facciata rinnovata al parco, dalla cucina alla Sala Convivio, siano luoghi che non solo accolgono, ma che ispirano la riabilitazione e il benessere. Per noi, la bellezza è un atto di cura. Ciò che conta stasera è essere insieme, condividere emozioni, costruire una comunità che si prenda cura dei suoi membri, con affetto e senza giudizio”, ha concluso il presidente.
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