Aumenti nelle scuole d’infanzia di Gallarate. “Decisione sofferta e inevitabile”

Il presidente della Fondazione Scuole Materne Marco Castoldi inquadra l'intervento sulle tariffe. "Meno entrate e più costi, dovevamo intervenire"

Fondazione consorzio scuole materne del comune di Gallarate - Anno 2021

Dopo l’annuncio dell’aumento delle rette delle scuole dell’infanzia e le proteste emerse tra le famiglie, interviene Marco Castoldi, presidente della Fondazione Scuole Materne di Gallarate, che chiarisce le ragioni della scelta e le modalità con cui è stata comunicata.

«Mi sono reso disponibile fin da subito per chiarire di fronte alle famiglie», afferma Castoldi, che esprime rammarico per la gestione iniziale della comunicazione: «Mi spiace se le modalità di comunicazione non sono state gradite, per questioni tecniche l’approvazione di questo passaggio è stato fatto il 15 gennaio. Nella volontà di comunicare subito le novità alle famiglie si è prestata forse poca attenzione alle modalità». Il presidente annuncia inoltre che «uscirà anche un comunicato ufficiale» e che la Fondazione sta «valutando le modalità di un’assemblea con i genitori, si vedrà se plesso per plesso».

Sul merito dell’aumento delle rette, Castoldi ricostruisce il contesto economico che ha portato alla decisione. «A giugno 2025 si è iniziato a parlare della riduzione del contributo comunale, che ha previsto una riduzione delle entrate, cui si affianca anche la questione del rinnovo del contratto nazionale degli operatori, che prevede un aumento dei costi. Da un lato dunque meno entrate, dall’altra più uscite».
Una scelta che il presidente definisce «ragionata e sofferta»: «Sapevamo il peso della decisione che prendevamo, ma le esigenze di bilancio non consentivano altro».

Castoldi sottolinea come la Fondazione non possa permettersi squilibri economici strutturali: «Non voglio dire che la Fondazione debba divenire autosufficiente in sei mesi, ma non si può eludere la necessità di trovare un equilibrio. Noi percepiamo un milione di fondi esterni, tra Comune, Regione, Miur e Provincia. Ma non possiamo pensare di chiudere con un bilancio in rosso».
Il presidente invita inoltre a considerare il quadro complessivo delle modifiche introdotte: «Non basta guardare le rette dello scorso anno e quelle di quest’anno. Perché sono state modificate anche le fasce Isee, con la fascia più alta fino a 35mila euro: le abbiamo riviste differenziando maggiormente».

Marco Castoldi

Quanto al posizionamento della Fondazione nel panorama educativo cittadino, Castoldi parla di «una visione condivisa dalla maggioranza» del sindaco Cassani: «Esistono diversi livelli qualitativi sul territorio, la Fondazione si colloca nel mezzo. Poi sia chiaro: non deve essere la scuola dell’infanzia per i benestanti, ma la scuola con la qualità formativa di valore».
Entrando nel dettaglio dei costi, il presidente evidenzia come il contributo pubblico non sia marginale: «600mila euro di contributo non sono risorse irrisorie. Qualcuno potrebbe dire: non bastano. Ma a questo punto bisogna chiedersi: perché non bastano?». La risposta è legata soprattutto al personale: «Il costo del personale oscilla di anno in anno tra 1,9 e 2 milioni». E aggiunge: «Qualcuno dice che serve aumentare il numero di iscrizioni, ma questo aumenta anche i costi operativi del personale».

Da qui la necessità di intervenire su più fronti: «A noi spetta porre in essere tutta una serie di ottimizzazioni per ridurre i costi. Tra i fornitori abbiamo ottenuto un risparmio del 50%, anche grazie a bandi. Ma oltre un certo livello non si può scendere».

Infine, sulle richieste di dimissioni avanzate «per ragioni politiche» dalle file dell’opposizione, Castoldi replica: «In questo momento sarebbero poco opportune e funzionali, visto il momento in corso, in cui ci sono interlocuzioni anche sindacali».

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Pubblicato il 23 Gennaio 2026
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