Bombole del gas a rischio esplosione, arriva la polizia di Varese in una casa in viale Belforte
Il controllo di polizia per la verifica su di un cittadino con braccialetto elettronico scopre una situazione limite. Trovati quattro stranieri che dormivano in giacigli di fortuna
Nelle prime ore del mattino del 20 gennaio la Polizia di Stato di Varese è intervenuta presso uno stabile della zona di viale Belforte per effettuare alcune verifiche su una persona sottoposta alla detenzione domiciliare con braccialetto elettronico.
All’arrivo degli agenti della Divisione Anticrimine, la situazione è apparsa subito estremamente pericolosa: nell’androne dell’edificio erano presenti sette bombole di gas con evidenti fuoriuscite, tali da creare un concreto rischio di deflagrazione. I poliziotti hanno immediatamente provveduto ad arieggiare i locali per ridurre il pericolo.
Nel corso del controllo è emerso che, oltre al nucleo familiare della persona sottoposta alla misura detentiva, in un’unità abitativa adiacente — in condizioni critiche sotto il profilo igienico-sanitario — erano presenti quattro cittadini stranieri che dormivano su giacigli di fortuna. Sul posto sono intervenuti anche equipaggi della Squadra Volante e della Polizia Scientifica per i rilievi necessari.
Gli ulteriori accertamenti hanno fatto emergere un quadro ancora più grave: lo stabile presentava impianti elettrici abusivi e pericolosi, oltre a un ingente accumulo di rifiuti di vario genere, tali da configurare una vera e propria discarica abusiva. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, di ATS e della Polizia Locale. Al termine delle verifiche, l’edificio è stato dichiarato inagibile.
Su disposizione del Magistrato di Sorveglianza, la persona sottoposta alla detenzione domiciliare è stata immediatamente trasferita dal personale della Divisione Anticrimine in un alloggio idoneo situato in un altro Comune della provincia.
Al termine dell’intervento, uno dei quattro cittadini stranieri rintracciati è risultato irregolare sul territorio nazionale. L’uomo è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese, dove gli è stato notificato un decreto di espulsione con successivo trasferimento al CPR di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.
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