Il battesimo ortodosso nel lago di Ghirla: fede e tradizione sfidano il gelo delle acque
Diversi fedeli hanno scelto di immergersi nel lago, rinnovando un rito che si ripete da anni e che rappresenta un atto di purificazione, rinascita e rinnovamento della fede. Nel 2017 il tuffo tra i ghiacci, le immagini
Come ogni anno, anche oggi, 19 gennaio, le acque del lago di Ghirla hanno fatto da scenario al tradizionale battesimo ortodosso, una celebrazione che richiama fedeli e curiosi e che unisce spiritualità, coraggio e profondo significato simbolico. Una data non casuale: per le Chiese ortodosse è la festa del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano, uno dei momenti più solenni del calendario liturgico.
Nonostante il freddo intenso e l’acqua gelida, diversi fedeli hanno scelto di immergersi nel lago, rinnovando un rito che si ripete da anni e che rappresenta un atto di purificazione, rinascita e rinnovamento della fede. Il silenzio del pomeriggio in mezzo alle betulle in località “Eden“, rotto solo dalle preghiere e dal canto liturgico, ha accompagnato una cerimonia carica di suggestione, resa ancora più intensa dalle condizioni climatiche tipiche dell’inverno (Foto: “Salvo“).
L’immersione nelle acque fredde non è una prova di resistenza fine a se stessa, ma un gesto dal forte valore spirituale. Secondo la tradizione ortodossa, l’acqua benedetta in questo giorno diventa simbolo della grazia divina e del rinnovamento dell’anima. Entrare nel lago significa abbandonare il vecchio per rinascere, seguendo l’esempio di Cristo.
Nel corso degli anni, il battesimo ortodosso al lago di Ghirla si è svolto anche in condizioni estreme. In alcuni inverni particolarmente rigidi, la celebrazione ha avuto luogo con la superficie del lago parzialmente o completamente ghiacciata, rendendo necessario aprire un varco nel ghiaccio per consentire l’immersione dei fedeli. Un’immagine potente, che ha contribuito a rendere questo appuntamento ancora più emblematico e conosciuto.
Attorno al rito, come di consueto officiato da padre Vladimir Khomenko, si è raccolta una comunità composta non solo da fedeli ortodossi, ma anche da residenti e visitatori, attratti dalla forza simbolica di una tradizione che, anno dopo anno, si rinnova senza perdere il suo significato profondo. Un momento di fede vissuto all’aperto, a contatto con la natura, che trasforma il lago di Ghirla in un luogo di incontro tra spiritualità, cultura e memoria collettiva.
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