Polveri sottili in riduzione in quasi tutta la Lombardia, Varese guida la classifica virtuosa di Legambiente

Il rapporto di Legambiente sulla qualità dell'aria premia i centri pedemontani. I dati regionali sulle polveri sottili confermano il trend positivo per il capoluogo bosino

Il panorama dal Sacro Monte di Varese

Mentre la pianura lombarda continua a lottare con i picchi di polveri sottili legati agli allevamenti intensivi e alle congestioni urbane, la fascia pedemontana segna un distacco netto, posizionandosi come l’area più salubre della regione. I dati relativi al 2025 diffusi da Legambiente Lombardia evidenziano come il trend di miglioramento della qualità dell’aria sia ormai consolidato, con una tendenza positiva che rende gli obiettivi comunitari fissati per il 2030 non solo raggiungibili, ma in alcuni casi già realtà.

In questo scenario, Varese emerge come uno dei capoluoghi “più virtuosi” della Lombardia. Con una concentrazione media annua di Pm10 pari a 18,3 microgrammi per metro cubo, il capoluogo bosino guida la classifica regionale dei centri più puliti, distanziando realtà come Sondrio, Lecco e Como. Il dato più rilevante riguarda però i cosiddetti episodi di inquinamento acuto: a fronte di un limite di legge che permette trentacinque giornate di sforamento dei 50 microgrammi, a Varese le centraline hanno registrato soltanto 3 giorni di superamento della soglia critica in tutto l’anno.

Il quadro regionale mostra tuttavia profonde differenze geografiche. Se nei capoluoghi pedemontani come Varese e Bergamo gli obiettivi della nuova direttiva europea sono a portata di mano, la situazione resta pesante nella “Bassa”. Località come Soresina, nel cremonese, e Rezzato, nel bresciano, guidano la classifica opposta con medie annue ben più elevate e un numero di giornate critiche che ha toccato quota 69 nel caso di Rezzato

«I dati smentiscono le previsioni pessimistiche di quanti, soprattutto nel governo regionale, da decenni proclamano l’impossibilità di raggiungere i livelli imposti dalle direttive europee, quando le attuali politiche regionali non consentono di accelerare il raggiungimento di risultati immediati e definitivi – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. I dati del 2025 dimostrano fortunatamente il contrario. Una maggiore ambizione nelle politiche regionali permetterebbe di conseguire risultati in linea con le prescrizioni europee a tutela della salute, imprimendo inoltre una spinta determinante alla transizione in ambiti ancora troppo energivori, come il patrimonio edilizio sia pubblico sia privato, o nei trasporti, dove ci si attarda sull’indifendibile diesel o fantasticando di costosissime hydrogen valley, invece di accelerare sul passaggio alle trazioni elettriche».

Per l’associazione ambientalista, il caso di Varese e delle città pedemontane indica una strada percorribile, ma resta l’urgenza di intervenire sulle fonti emissive meno legate ai contesti urbani. In provincia di Monza, ad esempio, il comune di Meda presenta un inquinamento da polveri più alto rispetto al capoluogo brianzolo, complice il diffuso utilizzo della legna come combustibile

«Per ciò che riguarda il particolato sottile sta ormai scomparendo l’importanza delle città- rileva Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Se si escludono le aree più a ridosso di grandi arterie stradali e autostradali, le differenze nei valori delle polveri sembrano seguire tipologie di fonti emissive non legate ai contesti urbani, in particolare le esalazioni che provengono dagli allevamenti, attività che in Lombardia presenta un livello di intensità con pochi paragoni in Europa».

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Pubblicato il 02 Gennaio 2026
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  1. Avatar
    Scritto da MannyC

    Buongiorno, come andiamo con le PM 2,5? Che sono ancora più pericolose delle PM 10. Il fatto è che l’aria sulla Pianura Padana è la peggiore in assoluto in Europa con l’eccezione forse della Bosnia. C’e ancora tanta strada da fare prima di cantare vittoria sull’inquinamento atmosferico.

    Distinti saluti,

    Emanuele Colella

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