«Salviamo il muro di Villa Hussy»: gli Stati Generali del Centro Destra di Luino contro la demolizione
Il consigliere Furio Artoni ha depositato un'interrogazione contro il progetto che prevede di sostituire la recinzione della villa Liberty con un muretto basso temendo per la sicurezza degli spazi dedicati allo studio
Il futuro di Villa Hussy finisce al centro del dibattito politico a Luino. Lo storico muro perimetrale della villa, simbolo dell’architettura Liberty e sede della biblioteca cittadina, rischia la demolizione nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana. Una scelta che ha spinto il consigliere comunale Furio Artoni a depositare un’interrogazione urgente per chiedere all’amministrazione di fare marcia indietro. Secondo gli esponenti degli Stati Generali del Centro Destra, l’abbattimento della recinzione non solo danneggerebbe il patrimonio storico, ma esporrebbe l’area al rischio di degrado e bivacchi notturni, privando gli studenti di un’oasi di tranquillità.
Il comunicato integrale degli Stati Generali del Centro Destra
Il 3 gennaio 2026 il consigliere comunale Furio Artoni ha depositato un’interrogazione che solleva una questione seria e urgente: l’abbattimento del muro storico di Villa Hussy. Una decisione che rischia di compromettere non solo un pezzo della nostra storia, ma anche la sicurezza e la serenità di chi frequenta quotidianamente questo luogo.
Villa Hussy non è un edificio qualunque. Costruita nel 1876 e passata alla famiglia Hussy – industriali svizzeri del tessile – nel 1935, rappresenta uno splendido esempio di architettura Liberty e fa parte della «Luino moderna». Donata al Comune, oggi ospita la Biblioteca Civica e l’Archivio Vittorio Sereni. Il suo muro perimetrale non è un elemento decorativo: è parte integrante della struttura storica.
Eppure il progetto di «riqualificazione» prevede di demolire questo muro, lasciando al suo posto un muretto-seduta di appena 45 centimetri. La motivazione? «Aprire alla vista lo splendido giardino e favorire la socialità». Belle parole sulla carta, ma nella realtà concreta di Luino significano aprire le porte al degrado.
Parliamoci chiaro: chiunque conosca Luino sa cosa succede quando gli spazi pubblici non sono adeguatamente protetti. L’area Carrefour, la stazione ferroviaria… sono esempi sotto gli occhi di tutti. Villa Hussy è oggi un’oasi di tranquillità dove ragazze e ragazzi possono studiare all’aperto, dove si tengono presentazioni di libri e iniziative culturali. Abbattere quella recinzione significa trasformarla nell’ennesimo punto di ritrovo incontrollato, con tutto ciò che ne consegue: schiamazzi, sporcizia, bivacchi notturni.
I nostri giovani meritano luoghi sicuri dove studiare, non «spazi aperti» che sulla carta sembrano accoglienti ma che in pratica diventano invivibili. E la nostra storia merita rispetto, non demolizioni mascherate da modernità.
Nell’interrogazione, il consigliere Artoni pone tre domande sacrosante all’Amministrazione:
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È possibile riconsiderare questa scelta assurda?
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Quali misure concrete garantiranno sicurezza e decoro?
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Esistono alternative che valorizzino Villa Hussy senza distruggerla?
Noi degli Stati Generali del Centro Destra sosteniamo con forza questa interrogazione. Non si può sacrificare la storia e la sicurezza sull’altare di una «riqualificazione» che rischia di produrre l’effetto opposto.
Villa Hussy va preservata, non smantellata. Il muro va restaurato, non demolito. I ragazzi vanno tutelati, non esposti al degrado. Non è una battaglia ideologica, ma di buonsenso. La nostra città merita progetti che non cancellino il passato ma che garantiscano una migliore vivibilità.
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