Colori d’Asia chiude e un pezzo di Oriente saluta Varese
Un intreccio di arte antica, moda e design che per oltre trent’anni ha fatto dialogare Varese con l’Oriente. L’atelier Colori d’Asia chiude le porte, lasciando un segno profondo nella storia del commercio della città
Era il 1994 quando in pieno centro a Varese le due sorelle Lorena e Regina Bollasina scelsero di dare un futuro alle loro passioni artistiche e aprirono Colori d’Asia. Quando tre anni dopo nacque VareseNews e i cittadini muovevano i primi passi verso il mondo della Rete, la loro curiosità le portò a promuovere il loro atelier anche sul nostro giornale. Da allora non ci siamo più perso di vista.
Quella storia fatta di intuizioni, viaggi e ricerca si è conclusa sabato 31 gennaio, con un ultimo saluto semplice e intenso: un aperitivo all’aperto, bicchiere in mano, all’ora di chiusura. È stata l’ultima sera dell’atelier Colori d’Asia, in via Griffi, nel cuore storico di Varese.
Colori d’Asia è stato molto più di un negozio. Come racconta il loro sito, è stato un progetto capace di unire creatività italiana e fascino orientale: oggetti importati direttamente dall’Asia, reinterpretati con gusto e competenza, trasformati in scorci di bellezza per le case e in dettagli raffinati per l’abbigliamento quotidiano. Un ponte culturale che ha portato in città tessuti, gioielli, arredi e simboli lontani, carichi di storia e spiritualità.
Le sorelle Bollasina sono state pioniere: tra le prime in Italia a importare e diffondere la tecnica dell’ikat indonesiano, in particolare i tessuti dell’isola di Sumba, misteriosi e simbolici. A questa esperienza hanno dedicato anche un volume, diventato riferimento per comprendere non solo la tecnica, ma il valore rituale e religioso di quei manufatti. L’atelier è stato negli anni luogo di incontri, scambi culturali, dibattiti: uno spazio vivo, riconosciuto e amato.
Oggi, complice il calo degli affari e il mutare delle abitudini di consumo, la decisione di fermarsi. «Nei periodi come quello del Natale si lavora ancora bene, negli altri si fa fatica», spiegano le sorelle, che però non escludono di continuare a creare, senza l’impegno quotidiano di un negozio aperto.
Con la chiusura di Colori d’Asia se ne va un pezzo di storia varesina, uno dei luoghi più suggestivi e originali della città. Resta però un’eredità fatta di bellezza, relazioni e ricerca artistica: un arrivederci sulle vie dell’arte, quelle che, libere dalle sole logiche commerciali, continuano a parlare all’anima e al cuore.
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