Eventi a Materia

“Fate come volete”: dentro il successo di Rapanello, lo chef YouTuber che racconta la cucina semplice

Conversazione con lo youtuber di cucina varesotto da milioni di visualizzazioni: per Radio Materia, nella rubrica "Chi l'avrebbe mai detto", in vista del suo evento del 19 febbraio a Materia.

Generico 09 Feb 2026

 

Gabriele Cattarin, in arte Rapanello (“o zio Rapo, come adesso spesso mi chiamano” ammette), è uno dei food creator più seguiti d’Italia. Con milioni di visualizzazioni e una filosofia chiara – “fate come volete” – ha conquistato chi cerca ricette alla portata di tutti.

Scoprire che abita a pochi passi da Materia è stata una sorpresa. La sua storia, che parte da lontano, racconta molto del cambiamento che i social hanno portato nel mondo della ristorazione: lo abbiamo intervistato per “Chi l’avrebbe mai detto” la rubrica di Radio Materia dedicata alle storie più sorprendenti del varesotto, in attesa di vederlo dal vivo a Materia, nella serata del 19 febbraio.

Da cuoco a YouTuber (per caso)

«Io sono un cuoco – esordisce Gabriele quando gli chiediamo della sua formazione – Ho lavorato in vari ristoranti, pizzerie, bar, servizi aeroportuali, catering, matrimoni, golf club. Dal due stelle alla pizzeria più scrausa le ho fatte tutte, compreso i supermercati». Una gavetta completa, insomma, che gli ha dato una conoscenza del mestiere a 360 gradi.

Ma come si passa dalle cucine professionali ai video virali? «Non sapevo neanche che esistevano, i social – ammette con una risata – Sapevo che esisteva YouTube perché avevo una Gmail, e buttavo su qualcosina. Poi, crescendo mio figlio Giulio, che faceva lo scientifico, mi è venuta un’idea strampalata: chiedergli di aiutarmi a mettere su qualche video per fargli fare pratica nel montaggio».

Il piano non andò esattamente come previsto. «Ovviamente mio figlio non mi ha filato, e così mi è rimasto lì il canale, dove ho iniziato a mettere qualche ricetta per i miei clienti. Lavoravo a Gallarate, facevo una specie di show cooking dovuto alla disperazione, perché ero da solo e dovevo cucinare per un mucchio di gente. Li servivo direttamente, cucinavo davanti a loro, e ho fatto una pratica incredibile».

L’assegno da 2,87 euro che cambiò tutto

C’è un momento preciso in cui Gabriele capisce che YouTube potrebbe essere qualcosa di più di un semplice passatempo. «Un giorno, dopo mesi  o forse anni che pubblicavo i primi video – piccoli, brutti – mi è arrivato per posta un assegno cartaceo con scritto “Google” di 2,87 euro. Non sapevo cosa farci. Sono andato in banca, ho pagato 2,50 euro per versarlo, ho fatto anche la fotocopia e mi sono detto: ‘Ma si guadagna anche con questa roba qua?'”».

Era il 2018-2019. Poi arrivò la pandemia, e tutto cambiò. «Come tutti, impastavo pane e cucinavo – spiega – Sul canale ho messo due ricette per fare semplicemente il pane che hanno fatto numeri pazzeschi per me: forse 1.000 visualizzazioni. Pensate, uno che fa 10 visualizzazioni ne fa 1.000… MI sembrava un’enormità. Così mi sono detto: ‘Forse possiamo andare avanti, magari si guadagna qualcosina.’ C’era la cassa integrazione, c’erano problemi, ho pensato di tirar su qualche 50 euro. E poi non avevo niente da fare, ero a casa come tutti». Quella ricetta del pane ha poi superato il milione di visualizzazioni solo su YouTube. «Su Facebook non lo so, molti di più, ma non riesco più nemmeno a contarli».

La filosofia del “fate come volete”

Alla domanda su quale sia il segreto del suo successo, Gabriele offre una risposta lucida e onesta. «Per quanto riguarda la cucina, tutti vediamo i famosi programmi come MasterChef, vediamo questi colleghi stellati che fanno ricette complicate. Io credo che a un certo punto il pubblico abbia bisogno di semplicità, di fare un piccolo passo indietro e rientrare nei canoni tradizionali. Fare una ricetta con ingredienti impossibili da reperire, attrezzature pazzesche… è impossibile farlo a casa. Ci serviva semplicità, ricette che la gente possa replicare facilmente».

Il suo mantra – “fate come volete” – nasce proprio da questa filosofia. «Come tutti, quando sei a casa devi mettere insieme pranzo e cena per la famiglia. Se non hai il prezzemolo non ce lo metti, cerchi quello che c’è di buono, e se va bene si butta dentro. E poi bisogna dare alternative, soprattutto nei social, perché abbiamo i vegani, i vegetariani, i glutiniani, i fruttosiani, i lattosiani – li chiamo così con simpatia per sdrammatizzare eh… – Cerco di accontentare tutti, do tutte le alternative, anche nel caso ti manchi un ingrediente. Non butti via la ricetta, cerchi di rimediare come meglio possibile».

Il caso della della lasagna bolognese

Uno dei video che ha generato più discussioni è quello sulla lasagna. «La lasagna è una ricetta tremenda, per quanto buona. Come la fai, la sbagli – ride Gabriele – Loro hanno la ricetta registrata dalla Camera di Commercio, incisa su pietra in Piazza Maggiore. Ma in verità ogni casa, ogni cortile, anche nello stesso pianerottolo, fanno ricette leggermente diverse». Per capire davvero come si fa, Gabriele è andato alla fonte: «Ho approfittato di un piccolo evento, ero a Bologna e sono andato a mangiare la lasagna in quattro posti diversi. Mi hanno fatto quattro lasagne diverse, una addirittura con la pasta gialla – una cosa inaudita per gli ortodossi. Allora ho detto: ‘Beh, la faccio come voglio io,’ seguendo la ricetta ma semplificandola il più possibile, usando la famosa besciamella furba del mio canale che ha avuto anche lei un gran successo».

La reputazione prima di tutto

Con la notorietà arrivano anche le responsabilità. Gabriele è molto attento a quello che consiglia. «La reputazione è la cosa più importante nei social. Abbiamo visto recentemente grossi scandali a livello nazionale dove alcuni influencer se la sono giocata. Sono passati da fatturati milionari a un disastro completo».  Anche lui ha dovuto ritirare un video dopo aver scoperto che un’azienda di riso che aveva consigliato aveva alzato i prezzi approfittando della visibilità. «Mi sono incazzato con questi qua e ho fatto sparire tutti i video. Per me la reputazione è la cosa più importante. Quando sei ascoltato da molte persone devi stare attento a quello che dici e fai, devi essere vero».

Non ha paura nemmeno di sconsigliare prodotti. «Ho fatto un video su uno schiacciapatate che avevo comprato, dicendo: ‘Non comprate questo coso perché buttate via 30 euro, fa schifo.’ E tanti mi hanno scritto: è vero, l’abbiamo comprato anche noi, l’abbiamo buttato via pure noi».

Anche la scelta di rifiutare sponsorizzazioni importanti è stata netta. «Abbiamo detto di no – e sto ancora piangendo – a grossi marchi che ci avrebbero sponsorizzati con un mucchio di soldi. Ma erano prodotti industriali, non ci piaceva dar loro ancora più visibilità. Io ho quasi 60 anni, non devo mettere su un’impresa adesso, diventare ricco improvvisamente. Abbiamo messo insieme quello che basta per sopravvivere, per tirar fuori due stipendi per me e Beatrice».

Beatrice, sua moglie, è diventata parte integrante del progetto. «Un pochino alla volta si è inserita nei miei video. Mi ha sempre aiutato fin dall’inizio facendo tutta la regia, adesso appare anche nei video, addirittura mi aiuta in cucina. Presto avrà anche delle ricette tutte sue».

L’inaspettato successo editoriale

I libri sono stati una sorpresa anche per lui. «Tutti mi chiedevano: Gabriele, dove posso comprare il tuo libro? Ma io non ce l’ho il libro! Allora l’ho fatto». Ha scelto un piccolo editore, che lo ha seguito passo passo: «Il contratto era per vendere 250 libri. Quando ho lanciato il video di presentazione – avevo una copia finta, con la copertina ma dentro era bianco – e ho raccontato cosa c’era nel libro, mi telefona l’editore: ‘Gabriele, è saltato il server.’ Contavano di vendere 200 libri in tutto, invece nelle prime due ore ne abbiamo vendute 2.000 copie». In totale: «Mi hanno detto: ‘Guarda, sono 20.000 copie.’ Ho detto: ‘Uh, che bello.’ Non mi rendevo conto che nel mondo editoriale è tanta roba».

Alla domanda se gli manchi il lavoro da cuoco, malgrado il grande successo social che gli consente di vivere anche senza il rapporto con una cucina professionale, Gabriele risponde con la consueta franchezza: «Sì. Mi manca la battaglia, quel momento in cui ti arrivano 50.000 bigliettini e devi mettere su 50 padelle insieme. Quella battaglia – nel gergo del cuoco – quel servizio, quell’adrenalina un po’ mi manca»

L’evento serale a Materia il 19 Febbraio

Per chi lo segue da tempo e per chi lo ha appena scoperto ora c’è un appuntamento importante: il 19 febbraio Rapanello sarà a Materia per incontrare i suoi follower. «Se qualcuno ha domande, curiosità, sarò lì apposta per rispondere» assicura.

I posti su Eventbrite per levento serale del 19 stanno andando a ruba. Se volete venire a conoscerlo dal vivo, prendiamo in prestito una sua frase per avvertirvi: “Fate come volete, ma affrettatevi”.

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Pubblicato il 13 Febbraio 2026
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