Sì al “nuovo” teleriscaldamento di Varese
Il consiglio comunale di Varese ha approvato la qualificazione del servizio come pubblica utilità e il modello di concessione tramite project financing. Il voto ha visto 23 favorevoli e 4 astenuti
Il consiglio comunale di Varese ha approvato questa sera, 26 febbraio, la delibera che qualifica il teleriscaldamento come servizio di pubblica utilità e individua nel project financing il modello gestionale per affidarlo a un concessionario privato. Il voto ha visto 23 favorevoli e 4 astenuti.
Una rete che ha quarant’anni e una concessione scaduta
Il teleriscaldamento varesino esiste dal 1987 e serve oggi circa 10.000 abitanti tra privati, aziende e uffici pubblici, principalmente nella zona di Giubiano e viale Borri, nelle vicinanze della centrale di via Ottorino Rossi. La concessione amministrativa che ne regolava la gestione è scaduta alla fine del 2025, e l’amministrazione ha scelto di non rinnovarla alle vecchie condizioni, ma di ripartire da un modello completamente rinnovato.
Il sindaco Davide Galimberti ha illustrato le ragioni della scelta: «Affidare la rete — ora di proprietà comunale — a un gestore privato tramite concessione significa trasferire i rischi operativi, sia per la costruzione che per l’implementazione della rete, al concessionario, liberando il Comune da oneri che altrimenti ricadrebbero sulla collettività». Una manifestazione di interesse aveva già registrato la risposta di più operatori, inclusi i principali player nazionali del settore.
Il progetto: efficienza, fotovoltaico e fondi del PNRR
Il nuovo impianto dovrà fare un salto tecnologico netto rispetto a quello degli anni Ottanta. Tra le migliorie previste ci sono sistemi di recupero del calore, integrazione con impianti fotovoltaici e solare termico — già parzialmente in uso — e la possibilità di accedere a finanziamenti del PNRR e a bandi del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lombardia dedicati alla sostenibilità energetica.
Il sistema tariffario sarà collegato ai parametri fissati dall’ARERA, l’autorità nazionale di regolazione del settore.
Quella che è stata categoricamente esclusa anche nella seduta del consiglio comunale varesino, con qualche schermaglia tra i consiglieri Parravicini e Di Toro per quanto emerso post commissione, è l’ipotesi di un termovalorizzatore: il sindaco su questo punto è stato categorico.
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