“L’importante è educare, non riempire spazi”: la visione sui giovani di don Alessandro Sacchi a Malnate
Dai numeri record dell'oratorio estivo alla gestione autonoma di Casa Giovani: nella centesima puntata de "La Materia del Giorno", spiega come la comunità Maguss sia diventata un punto di riferimento per i ragazzi
Il valore dell’accoglienza e la sfida di educare le nuove generazioni sono stati i temi al centro della centesima puntata de “La Materia del Giorno”. Ospite d’eccezione della rubrica di VareseNews è stato don Alessandro Sacchi, responsabile degli oratori di Malnate, che ha raccontato il dinamismo di una comunità capace di muovere oltre mille persone durante l’estate e di offrire spazi di protagonismo vero ai ragazzi, dai più piccoli fino ai giovani universitari.
Un percorso nato tra i banchi di scuola
Arrivato a Malnate nel 2019 e poi ordinato nel 2020, Don Alessandro ha condiviso le tappe del suo cammino, partendo dalla Brianza, passando dal seminario di Venegono e infine arrivando nella città del Ponte di Ferro: «Quello che mi è piaciuto da subito è che negli oratori malnatesi ci sono sempre state tante famiglie, non solo giovani e anziani. La vera sfida è riscoprirsi comunità: l’obiettivo non è occupare fisicamente spazi, ma educare le persone, anche alla fede. È straordinario accorgersi che, quando si allarga il cuore per accogliere gli altri, non si perde nulla di se stessi».
La macchina degli oratori feriali
Uno dei punti di forza della realtà malnatese è l’oratorio estivo, una macchina organizzativa imponente che accoglie circa 700 bambini e 200 animatori. «Gli adolescenti accorrono perché sentono il desiderio di essere visti – spiega don Alessandro -. Lì trovano qualcuno che li guarda, vuole loro bene e affida loro una responsabilità. Scommettere su di loro li fa crescere tantissimo, forse più che in tutto il resto dell’anno. Il segreto del successo sta nel far sentire i ragazzi protagonisti, superando i campanilismi tra le diverse frazioni e puntando sulla collaborazione, come dimostra la giornata unitaria che quest’anno ha messo al centro il tema della pace».

Spazio allo studio e alla convivenza
Oltre alle attività ludiche, la parrocchia ha saputo intercettare i bisogni concreti delle famiglie. È il caso del doposcuola “I Care”, dedicato a Don Milani, che oggi conta 80 bambini seguiti individualmente da altrettanti volontari. Per i più grandi, invece, il punto di riferimento è “Casa Giovani”, una struttura autogestita dove gli universitari possono studiare e sperimentare periodi di vita comune. Volevamo uno spazio che fosse davvero loro. Se lo puliscono e lo gestiscono in autonomia. Prima di Natale abbiamo avuto 19 ragazzi che hanno vissuto insieme per qualche settimana: è un modo per capire cosa significa condividere la quotidianità».
Le sfide del futuro: campeggio e patti digitali
Guardando al domani, l’agenda è fitta: dal campeggio estivo che quest’anno farà tappa a Ceresole Reale, fino ai pellegrinaggi (23 giovani di Malnate partiranno per Santiago in estate). Ma la sfida più innovativa riguarda i “patti digitali”, un progetto che coinvolge Comune, scuole e società sportive. «Il digitale ha un potenziale enorme ma anche rischi – conclude il don -. Vogliamo creare regole comuni tra tutte le agenzie educative del territorio, affinché i bambini ricevano messaggi coerenti in ogni ambiente che frequentano». Un impegno che conferma l’oratorio come un laboratorio sociale aperto a tutta la città.
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