L’improvvisazione per esplorare i confini musicali: ogni live di Pietra Tonale è un unicum
Giulia Impache racconta il collettivo cangiante che a Busto Arsizio si trasforma in una formazione da otto elementi per esplorare lo spazio musicale: un live che riscrive continuamente i brani del primo album e offre ogni volta un'esperienza irripetibile
Esistere nell’indefinito per muoversi ovunque, oltre i binari tracciati dai generi o dalle gerarchie di una band tradizionale. È in questa assenza di confini netti che la musica trova lo spazio necessario per rigenerarsi e trovare spazio a Sogliæ.«Anche se sono io la “responsabile” delle interviste, in Pietra Tonale non c’è un leader, siamo un po’ una massa. Usare immagini non definite rispecchia l’idea teorica del progetto: le responsabilità cercano di prendersele tutti». Giulia Impache, voce del collettivo torinese, sintetizza così l’anima di una delle realtà più originali della scena di ricerca italiana, attesa domenica 15 febbraio alle 19 al Circolo Gagarin di Busto Arsizio.
Pietra Tonale a Busto Arsizio: il Gagarin si anima di suoni di confine e improvvisazione
Il concerto rappresenta il secondo tassello di Sogliæ, rassegna dedicata ai “suoni di confine” che si inserisce nel programma per il decennale del circolo di via Galvani. Dopo l’esordio affidato al folk nordeuropeo di Chantal Acda, il palco passa a un organico politropo – arrivato a coinvolgere fino a 30 musicisti e compositori – che fa del numero e della stratificazione e della capacità cangiante la propria forza, in grado anche di adattarsi alla dimensione dei palchi. «Domenica saremo in otto, che è la “formazione tascabile” con cui stiamo cercando di girare un po’ di realtà italiane» spiega Impache. «In meno di otto componenti si perderebbe quel fascino di avere tanta gente che suona. In realtà Pietra Tonale nasce come un collettivo e poi diventa un’orchestra per la registrazione del primo album, Disco Uno, arrivando fino a trenta componenti in tutto».
Il passaggio dalla dimensione orchestrale a quella live coincide con una riscrittura che rende ogni data un unicum. «Il nostro live è un ibrido tra musica completamente improvvisata e alcuni brani del disco riarrangiati in “chiave band”» prosegue la cantante. La scaletta, in questo contesto, smette di essere una sequenza rigida per trasformarsi in un organismo vivente. «Alcuni brani li abbiamo smembrati e trasformati: quello che era magari un finale di un pezzo diventa un intro di un altro perché alla base c’è sempre questa chiave di fare improvvisazione e composizioni estemporanee. Anche l’ascoltatore che magari non ha ascoltato il disco può vivere un’esperienza simile per la prima volta vedendo il live. Ogni concerto di Pietra Tonale è “fine a se stesso”, è sempre qualcosa di diverso sia per chi ascolta, ma anche per noi. È sempre molto mobile lo svolgimento della scaletta».
Il loro primo lavoro ufficiale riflette effettivamente questo metodo di lavoro orizzontale. Se agli inizi ogni musicista portava una propria composizione scegliendo di volta in volta gli strumenti necessari tra i membri del collettivo, per l’ultima pubblicazione la dinamica è cambiata radicalmente. «Per l’occasione ci siamo trasformati in una band: ognuno ha iniziato a portare brani con una concezione più… direi, pop-rock. All’interno del disco sono presenti brani scritti da me, da Jacopo Acquafresca, Andrea Marazzi, Simone Farò. Proprio Simone Farò ha arrangiato l’album cercando di dare uniformità ai brani, mentre Andrea Marazzi ha curato il mix e ha aggiunto la parte di elettronica».
A Busto Arsizio la formazione si presenterà con un equilibrio timbrico studiato per non perdere la ricchezza del suono collettivo. «Saremo in otto: io alla voce con elettronica per effetti vari, un sassofono, un basso elettrico, due chitarre, synth e pianoforte, batteria e violino elettrico. Abbiamo cercato di tenere un po’ tipo arca di Noè, quindi un elemento a strumento» racconta Impache. Questa varietà permette al gruppo di abitare quel “confine” che dà il nome alla rassegna del Gagarin.
La scelta di non avere un volto identificativo, preferendo immagini sfocate (come quella della foto copertina, ndr.), rappresenta la necessità di proteggere la natura cangiante del progetto. «Se sono contenta di tornare al Gagarin? le chiediamo in riferimento all’esibizione di ottobre, quando Impache ha presentato il suo progetto solista. Certamente: ci fa ancora più piacere esserci perché l’esibizione di domenica fa parte della festa dei dieci anni del circolo».
PIETRA TONALE AL GAGARIN: COSE DA SAPERE
Le porte del circolo di via Galvani aprono alle 18, mentre la musica inizia alle 19. L’ingresso costa 6 euro alla porta o su piattaforma Dice. Come sempre, l’accesso è riservato ai soci e alle socie ARCI.
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