Lorenzo e Franco volontari alle Olimpiadi, «Un’esperienza che ricorderemo per sempre»
Colori, sorrisi, scambio di spille e competizioni spettacolari: l’entusiasmo che si respira a Predazzo durante i primi giorni di gare
Dietro le quinte del Villaggio olimpico di Predazzo c’è anche un pezzo di Varesotto. Lorenzo e suo fratello Franco stanno vivendo l’esperienza dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 da una prospettiva speciale: quella dei volontari, a stretto contatto con atleti e organizzazione.
Lorenzo è impegnato al Villaggio olimpico di Predazzo con il compito di notifica e accompagnamento degli atleti ai controlli antidoping. Franco invece lavora alla logistica e alle attrezzature del trampolino di Predazzo, uno dei cuori pulsanti delle gare.

L’atmosfera del Villaggio Olimpico
Nei primi giorni l’entusiasmo è palpabile. «L’aria che si respira nel villaggio è meravigliosa – racconta Lorenzo – Girando tra le strutture vedi atleti con le loro casacche variopinte, tutti sorridenti e consapevoli di vivere un’avventura unica».
Ragazzi e ragazze giovani, spensierati ma con un obiettivo comune: fare una grande Olimpiade. Un clima internazionale che si respira in ogni angolo del villaggio, dove anche le cosiddette “piccole nazioni” si fanno notare per simpatia e spirito di condivisione.
La caccia alle “pins”
Tra gli aspetti più curiosi di questi giorni c’è lo scambio delle “pins”, le spille ufficiali che atleti e volontari appendono al nastro dell’accredito. È diventata una vera e propria caccia, un rito che unisce delegazioni diverse in uno spirito di amicizia.
«Si è scatenata una caccia sfrenata alle spille – prosegue Lorenzo – Ognuno cerca di riempire il proprio nastro con i pins delle nazioni più diverse». Un modo semplice ma simbolico per portare a casa un ricordo tangibile dei Giochi.
Dietro le quinte delle gare
Franco, impegnato al trampolino di Predazzo, vive invece le Olimpiadi dal lato tecnico. Logistica e attrezzature sono fondamentali per garantire che tutto funzioni alla perfezione durante le competizioni.

I campi gara sono spettacolari e vedere le prove da vicino, in prima linea, è un’esperienza che lascia il segno. «Li chiamano sport minori, ma di minore non hanno niente – sottolineano i due fratelli – La fatica e la dedizione non mancano di certo».
Per Lorenzo e Franco l’emozione è difficile da descrivere: un’atmosfera magica che coinvolge volontari e atleti, destinata a restare nella memoria per sempre. E mentre lo spettacolo continua, il tifo è d’obbligo: forza Italia, ma soprattutto viva lo sport.
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