Prende il via il processo per l’agguato notturno al parco Molina di Varese
Gli imputati a Varese sono cinque. Il sesto non ancora diciottenne al momento dei fatti finito indagato dal tribunale dei minorenni di Milano
Un appuntamento al buio trasformatosi in un incubo di violenza e terrore. È quanto era emerso prima dalle indagini della squadra Mobile di Varese, poi dagli atti di un procedimento penale che vede coinvolto un gruppo di giovani — tra cui alcuni all’epoca dei fatti minorenni — accusati di aver pianificato e messo in atto una violenta rapina ai danni di un uomo di 30 anni. La notizia di oggi è che il procedimento penale a carico degli imputati è in corso a Varese dinanzi al giudice per l’udienza preliminare Niccolò Bernardi.
Quattro giovani agli arresti per la violenta rapina ad un 31enne nel parco Molina di Varese
La dinamica: l’esca digitale e l’agguato
I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 maggio 2025, a Varese. La vittima, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata adescata tramite l’applicazione di incontri Grindr. Dopo una breve chat durata circa un’ora, l’uomo aveva concordato un incontro presso il Parco Molina, un luogo isolato e poco illuminato, intorno alle ore 23. Al suo arrivo a bordo di una Mini One, la vittima è stata avvicinata da un giovane il cui aspetto non corrispondeva alla foto del profilo utilizzata sull’app. Mentre l’uomo cercava di allontanare il soggetto, è scattata la trappola: dal buio è emerso un gruppo di altre 5-6 persone. L’aggressione è stata brutale e fulminea: La vittima è stata colpita con un pugno al volto mentre era ancora nell’abitacolo. È stata trascinata a forza fuori dall’auto e bloccata per il collo. Una volta a terra, l’uomo è stato ripetutamente preso a calci e pugni, anche dopo aver tentato invano di chiedere aiuto alle abitazioni vicine. Il gruppo si è poi dileguato a bordo dell’auto della vittima, all’interno della quale si trovava anche il suo smartphone (un Samsung S21).
I reati contestati
Il gruppo di indagati deve rispondere di diversi capi d’imputazione pesanti: rapina aggravata per aver agito in concorso tra loro, con il volto travisato, in orario notturno e in un luogo tale da ostacolare la pubblica difesa. L’aggravante specifica riguarda anche l’aver coinvolto un minore nella commissione del delitto.
Poi lesioni personali: alla vittima è stato diagnosticato un trauma oculare da aggressione con una prognosi iniziale di 10 giorni, oltre a diverse contusioni ed ecchimosi.
L’identificazione e il processo
Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e dai riconoscimenti fotografici, hanno permesso di identificare i componenti del gruppo. La parte offesa si è costituita parte civile, richiedendo un risarcimento per i gravissimi danni psico-fisici subiti, oltre al danno patrimoniale legato al furto e al danneggiamento dei propri beni. Dei cinque imputati a Varese alcuni hanno chiesto l’ammissione ad un procedimento di giustizia ripartiva mentre sono stati richiesti riti alternativi. La prossima udienza a Varese è calendarizzata sempre dinanzi al Gup per il primo di aprile.
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