Rinviato a giudizio per frasi discriminatorie l’organizzatore del Remigration summit di Gallarate
Le accuse riguarderebbero alcune frasi scritte nel 2023. Indagini della Procura della repubblica di Como. La raccolta fondi per coprire le spese legali
“Incitamento alla discriminazione razziale“: è l’accusa alla quale dovrà rispondere in un tribunale Andrea Ballarati, l’estremista remigrazionista organizzatore del Remigration summit celebratori a Gallarate la scorsa primavera.
Lo ha specificato lo stesso attivista in un video sulla sua pagina Instagram e lo ha confermato lui stesso nel pomeriggio di lunedì. Le accuse mosse dai magistrati della Procura di Como però non hanno nulla a che vedere con la parata xenofoba avvenuta al teatro Condominio di Gallarate.
Le accuse riguardano invece alcuni messaggi resi pubblici e attribuibili a Ballarati in relazione al fallimento delle politiche d’integrazione, alla condizione di diversi stati europei «oramai sull’orlo di diventare a maggioranza di immigrati», motivo per il quale «è giunto il momento di reagire e lottare».
Ballarati ha confermato la veridicità dei video postati sui social e dei loro contenuti, nei quali viene dato avvia ad una campagna di raccolta fondi attraverso una piattaforma on line per coprire le spese legali della sua difesa. Ballarati ha 24 anni e vive fra Como e la Svizzera dove si è appena laureato alla Usi in Economia, a Lugano.
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