Ciclabili e cantieri, scontro a Palazzo Estense: “Danni ai commercianti” contro “Risanamento da 4 milioni”
Stefano Angei (Lega) presenta una mozione contro il "Piano Civati": «Ritardi record nei lavori». Marasciulo (Pd) replica: «Intervento finanziato dal PNRR per bonificare il sottosuolo»
Il clima politico a Varese si scalda intorno ai cantieri della mobilità sostenibile. Al centro del dibattito, una mozione urgente presentata da Stefano Angei (Lega), che punta il dito contro quello che definisce il “Piano Civati”, con particolare riferimento ai lavori in corso – o previsti – su Belforte, Biumo Inferiore e via Carcano.
L’attacco dell’opposizione: «Cantieri lumaca e danni al commercio»
Per Angei, i progetti della giunta Galimberti starebbero creando “danni catastrofici”. «Siamo di fronte a un andamento dei lavori pubblici preoccupante – ha dichiarato l’esponente leghista – un recente accesso agli atti ha mostrato come la somma dei ritardi dei cantieri avviati dal 2016 raggiunga gli 11 anni, con un peso economico di oltre 5 milioni di euro».
Nel mirino ci sono soprattutto le piste ciclabili. Secondo la Lega, la doppia pista di via Carcano e il progetto su Viale Belforte rischierebbero di “distruggere il commercio di prossimità”. Angei ha inoltre ricordato la raccolta firme che ha già superato le 400 adesioni e il recente sopralluogo del ministro Matteo Salvini: «Speriamo che il monito dei cittadini serva a fermarsi e rivedere i progetti insieme a chi vive il quartiere».
La replica della maggioranza: «Non è solo una ciclabile, è una bonifica»
La risposta della maggioranza non si è fatta attendere. Domenico Marasciulo, presidente della Commissione Lavori Pubblici, ha spostato l’attenzione sulla portata complessiva degli interventi, citando il recupero dell’area ex Macello. «Non si tratta della mera costruzione di una pista ciclabile – ha ribattuto Marasciulo – ma di un intervento di sanificazione da oltre 4 milioni di euro che ha riguardato la rimozione di amianto e sostanze inquinanti nel sottosuolo».
Marasciulo ha difeso la scelta della mobilità dolce, definendola una necessità europea e non un capriccio ideologico: «Ignorare le norme europee sulla mobilità sostenibile è fuorviante. Il governo stesso ha premiato questi progetti con i fondi PNRR. Trasformare una zona che oggi sembra una superstrada in un’area a viabilità alternata serve proprio a favorire il commercio e la vivibilità, trasformando fabbriche dismesse in nuovi centri per la città».
Visioni opposte sul futuro della città
Da un lato, dunque, l’opposizione che chiede di fermare le ruspe per salvaguardare la viabilità tradizionale e le attività economiche; dall’altro, una maggioranza che rivendica la rigenerazione urbana e la bonifica ambientale come pilastri.
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