Meno furti e assalti ai distributori di carburante in Canton Ticino: il bilancio 2025 della Polizia cantonale

Un quadro complessivamente positivo per la sicurezza con alcuni segnali in controtendenza come l’aumento dei taccheggi e dei furti di e-bike e un rafforzamento delle attività investigative condivise

Polizia cantonale

Meno furti, meno chiamate d’emergenza e un quadro della sicurezza complessivamente stabile. È quanto emerge dal bilancio 2025 della Polizia cantonale, presentato a Bellinzona dal consigliere di Stato Claudio Zali e dal comandante Matteo Cocchi. Un anno definito positivo, pur in un contesto complesso e fortemente influenzato dalla posizione di confine con l’Italia.

Calano le chiamate e gli interventi legati alle emergenze

Uno dei dati più evidenti riguarda la diminuzione delle chiamate alla Centrale comune d’allarme (CECAL), scese a 211.175 rispetto alle 246.702 del 2024. In calo anche le richieste di intervento dei pompieri, passate da 12.417 a 10.576.

Un dato che si spiega anche con un 2025 meno segnato da eventi meteo estremi rispetto all’anno precedente, quando l’alluvione in Vallemaggia aveva fatto impennare le richieste di soccorso.

Furti in calo, ma crescono e-bike e taccheggi

Sul fronte della criminalità, i furti sono diminuiti del 5,9%, attestandosi a 5.250 casi. Particolarmente significativa la riduzione dei furti con scasso (-20%) e di quelli dai veicoli (-22%).

In netto calo anche i furti in abitazione, scesi del 29% (496 casi contro i 678 del 2024), un ambito considerato prioritario per l’impatto diretto sulle vittime.

Crescono però altre tipologie di reato: taccheggi, 457 casi (+28%) e furti di e-bike, 609 casi (+39%)

Un dato, quest’ultimo, che conferma una tendenza ormai consolidata e che interessa anche le aree di confine, dove la mobilità transfrontaliera facilita gli spostamenti della refurtiva.

Rapine stabili e meno episodi al confine

Le rapine registrate sono state 42, in lieve aumento rispetto alle 36 dell’anno precedente, ma comunque su livelli considerati stabili. I casi si concentrano soprattutto tra Luganese e Bellinzonese e sono spesso legati a contesti di conflitto personale o al consumo e spaccio di stupefacenti.

Quasi azzerati invece gli assalti ai distributori di carburante nelle zone di confine con l’Italia, così come non si registrano colpi a banche o uffici postali.

Rilevante il tasso di risoluzione: nell’83% dei casi si è arrivati all’identificazione dei responsabili, anche grazie alla collaborazione con altri Cantoni, con fedpol e con le autorità estere, in particolare italiane.

Violenza domestica e incidenti: i numeri

Nel 2025 si sono registrati 1.018 interventi per violenza domestica (+4%), con 172 casi che hanno richiesto l’apertura di un procedimento penale (+6%).

Sul fronte della circolazione stradale, gli incidenti sono leggermente diminuiti (3.874 contro 3.901), così come le vittime: 14 decessi rispetto ai 19 del 2024.

Il consigliere di Stato Claudio Zali ha sottolineato la necessità di spostare l’attenzione dai controlli radar allo stato psicofisico dei conducenti, con particolare riguardo all’assunzione di sostanze e medicinali. Tra le priorità anche i controlli sui veicoli commerciali e sulle immatricolazioni irregolari, un tema che tocca anche dinamiche intercantonali e transfrontaliere.

Criminalità senza confini e cooperazione con l’Italia

Il Ticino, crocevia di persone e merci, risente inevitabilmente di fenomeni che superano i confini nazionali. «È necessario rafforzare la collaborazione e parlare lo stesso linguaggio operativo» – Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale – ha sottolineato, evidenziando l’importanza dello scambio rapido di informazioni tra forze di polizia.

In questo quadro, la cooperazione con l’Italia resta un elemento centrale, sia nelle indagini sia nella gestione della sicurezza lungo la fascia di confine.

Le sfide future e i grandi eventi

All’orizzonte ci sono appuntamenti internazionali di rilievo, dal World Economic Forum di Davos al G7 fino alla conferenza ministeriale dell’OSCE prevista a Lugano nel 2026. Eventi che richiederanno dispositivi di sicurezza complessi e un forte coordinamento anche a livello transfrontaliero.

La strategia della Polizia cantonale punta su prevenzione, cooperazione e formazione. Un esempio è l’esercitazione “TRIO 2025”, che ha coinvolto diversi corpi di polizia svizzeri per testare la gestione di scenari complessi.

Un lavoro quotidiano che, come emerso dal bilancio, continua a garantire un livello di sicurezza elevato, pur in un contesto dinamico e aperto come quello ticinese.

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Pubblicato il 23 Marzo 2026
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