“Nessuno vuole vietare le biciclette nel Parco, ma serve equilibrio e rispetto”
Il presidente del Parco del Campo dei Fiori Giuseppe Barra torna a spiegare la posizione dell’ente relativamente ai sentieri “selvaggi”. Nel frattempo è stata aperta una raccolta firme per “difendere” la Cubana e la Brasiliana, i percorsi adrenalici creati dagli appassionati di MTB
«Non scherziamo, nessuno vuole impedire alle biciclette o agli appassionati di Mountain Bike di frequentare il nostro Parco». È chiaro e netto il presidente del Parco del Campo dei Fiori Giuseppe Barra quando gli viene sottoposta la questione delle raccolte firme e delle lettere al direttore volte a “difendere” i percorsi adrenalici tracciati da appassionati di MTB e ricavati sui sentieri dello stesso parco.
“Cubana” e “Brasiliana” li chiamano e si possono trovare innumerevoli video sui YouTube e su tutti i social e iniziative di gruppi che si trovano, alcuni di essi organizzati e a pagamento, per vivere l’adrenalina di una discesa in un contesto selvaggio come quello dei tratti tra Barasso e Luvinate. Il problema è che non sono percorsi autorizzati e che si trovano non solo all’interno del Parco del Campo dei Fiori, ma in un’area naturale protetta, dove non sono consentite manomissioni o variazioni dell’aspetto naturalistico del bosco.
Questo concetto è stato ribadito in diverse circostanze dallo stesso Barra e dai sindaci di Barasso e Luvinate, i Comuni dove corre il sentiero 10 e dove poche settimane fa è caduto un biker 53enne, soccorso sul posto con un notevole dispiegamento di uomini e mezzi.
Gli appassionati, oltre a scrivere lettere ai giornali e a lanciare anatemi sui social, hanno anche dato vita ad una raccolta firme che ha superato in pichi giorni le 1600 adesioni. Numeri importanti, per un appello che oltre a contestare lo smantellamento delle due linee (previsto nelle giornate del 14 e 15 marzo in concomitanza con l’esercitazione della Protezione Civile), chiede di “aprire un dialogo costruttivo con la comunità ciclistica, volto a valutare soluzioni equilibrate: mappature, regolamentazione, segnaletica dedicata, eventuali autorizzazioni o adeguamenti”.
Un’ipotesi che il presidente del Parco non esclude, con alcune specifiche: «Ci sono delle regole da rispettare e non possiamo derogare a queste normative. Per esempio, non possiamo permettere che vengano estirpate piante (c’è una denuncia del Comune di Luvinate, presentata a carico di chi ha divelto le piantine appena piantate per riaprire la via su uno dei percorsi incriminati, ndr) o vengano inseriti manufatti sui sentieri. Se c’è qualcuno che vuole trovare una soluzione si dia da fare, si costituisca in associazione o gruppo sportivo e trovi un’area adeguata all’interno del parco, che non sia protetta, dove si possa inserire percorsi dedicati alla pratica della MTB (ipotesi ventilata già in passato, ma nessuno si è fatto avanti in maniera formale, ndr). È ben diverso da dire che vogliamo vietare alle biciclette di entrare nel parco, questa è una sciocchezza che non merita nemmeno una risposta. Nessuno di noi vuole vietare di fare sport, ci mancherebbe, ma vanno trovate aree e modalità che lo consentano, nel rispetto delle regole». Altra cosa da non sottovalutare è la gestione delle diverse aree del parco: alcune sono private, altre in capo ai Comuni e altre ancora sono sotto l’egida dell’Asfo Valli delle Sorgenti: potenziali infortuni o danni ricadono sui proprietari, oltre che sul gestore dell’ente Parco, cosa che impone a tutti i soggetti sopra citati di tutelarsi per evitare fastidiose conseguenze anche giuridiche.

Nella giornata di venerdì 6 marzo verrà presentata l’esercitazione provinciale della Protezione Civile che si svolgerà proprio all’interno del Parco del Campo dei Fiori: il 14 e 15 marzo “Brasiliana” e “Cubana” e i loro i “salti abusivi” verranno smantellati. Vedremo se tra raccolte firme e volontà di trovare una soluzione condivisa sarà la volta buona per far incontrare le esigenze di chi vuole fare sport adrenalinico, MTB o downhill e chi deve tutelare la natura e l’incolumità del parco e delle persone che lo frequentano.
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