Pioggia e fango non fermano la Protezione Civile: in 600 al lavoro al Campo dei Fiori
L’esercitazione 2026 ha messo alla prova la macchina dei soccorsi tra scenari idrogeologici, ricerca dispersi e tutela dei beni culturali. Nonostante il maltempo, i volontari hanno operato tra i boschi e il Lago di Varese
La pioggia, quella vera, ha trasformato un’esercitazione in un test di resistenza reale. Oltre 600 volontari si sono ritrovati nel fine settimana per la grande manovra di Protezione Civile “Campo dei Fiori 2026”, un evento che ha coinvolto il territorio tra Barasso, Luvinate e Casciago, quest’ultimo centro nevralgico delle operazioni nella sede logistica del Gruppo Intercomunale Valtinella, con la coordinatrice Rosalba Altieri e il vicesindaco Alberto Gaggioni a fare gli onori di casa.
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Il sabato: la sfida del fango
La giornata di sabato 14 marzo è iniziata sotto una pioggerellina sottile, permettendo l’avvio di tutti i cantieri previsti. Dopo l’alzabandiera al campo base, le squadre si sono divise: i nuclei idrogeologici hanno lavorato sulla sistemazione dei sentieri e delle aree ammalorate, mentre le unità cinofile, supportate da sistemi GPS e termografia digitale, battevano i boschi alla ricerca di persone scomparse.
A causa del peggioramento delle condizioni meteo, alle ore 13:00 è scattato l’ordine di chiusura per i cantieri idrogeologici: il terreno, troppo fragile e saturo d’acqua, rappresentava un rischio per gli operatori stessi. Sono proseguiti invece i lavori al coperto, come quelli dedicati alla tutela dei beni culturali, che hanno visto impegnati circa 50 volontari insieme all’Associazione Nazionale Carabinieri. Di rilievo anche l’addestramento pratico per gli allievi, che hanno potuto toccare con mano la complessità della gestione delle emergenze.
La domenica: soccorsi e tecnologia
Domenica 15 marzo il numero dei presenti si è ridotto a circa 300 unità tra operativi sul campo e personale logistico (sala radio, segreteria e droni). Nonostante il terreno impraticabile abbia impedito l’accesso dei mezzi pesanti nel maneggio della Valtinella, l’attività non si è fermata.
Gli scenari principali dell’esercitazione
Soccorso Nautico: i sommozzatori della colonna mobile provinciale, della FIAS Varese e della Protezione Civile si sono immersi nelle acque del lago per il recupero di fusti dal fondale.
Genio Civile: è stato completato il montaggio e il successivo smontaggio di un Ponte Bailey in zona Sant’Eusebio, una struttura strategica per ripristinare i collegamenti in caso di alluvioni.
Salvataggio e Cultura: negli scantinati del Comune di Casciago è stata simulata l’evacuazione di un ferito da parte dei sanitari, seguita dalle delicate operazioni di catalogazione e imballaggio di opere d’arte e archivi storici.
A monitorare le operazioni è intervenuto anche il vice comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, mentre le telecamere della RAI hanno documentato le fasi del soccorso e le bellezze storiche della villa comunale di Casciago.
«Bisogna dire un grande grazie ai volontari», è il commento che arriva dal campo base dal coordinatore dell’esercitazione Calogero Rinaldo. La notte ha portato neve e pioggia abbondante, causando alcuni danni lungo il percorso del Tinella, prontamente gestiti dalle squadre all’alba. L’esercitazione si è conclusa con il rientro di tutte le colonne mobili a Casciago, confermando la capacità di coordinamento anche in condizioni meteo avverse.
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