Referendum, vince il NO: i commenti
L’affermazione del no è ormai un dato assodato e si moltiplicano i commenti delle due fazioni
L’affermazione del no è ormai un dato assodato e si moltiplicano i commenti delle due fazioni.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri, ha commentato su X: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia».
La leader del Partito Democratico Elly Schlein ha rilasciato le sue dichiarazioni in conferenza stampa
La conferenza stampa del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte
Tra i primi a commentare sui social c’è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che su X ha scritto: «Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa».
Giuseppe Adamoli, ex presidente del consiglio regionale, commenta: «Vince il NO in rimonta. Queste riforme così complicate si fanno in Parlamento cercando di coinvolgere anche le opposizioni».
Alessandro Alfieri, senatore del Partito Democratico, ha commentato così
Referendum, Alfieri (Pd) “Il governo esce sconfitto, ora serve un’alternativa”
Andrea Pellicini, senatore di Fratelli d’Italia commenta così
Riforma Nordio bocciata, Andrea Pellicini: “Rispettiamo il voto ma occasione persa”
Albè: “Adesso affrontiamo i veri problemi della giustizia”
Giustizia, Albé: “Il No non chiude il tema, adesso si affrontino i problemi veri”
Luca Marsico, impegnato in queste settimane per il fronte del SÌ ha commentato: «Avrei preferito altro, tuttavia l’art. 1 della
Cost. afferma che “la sovranità appartiene al popolo” e il popolo ha parlato».
Carlo Calenda, leader di Azione, ha commentato su X
Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi “contro” che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione – comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi – c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo.
Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra.
Il commento di Anpi è eloquente: Grazie a tutte e a tutti voi! #VivaLaCostituzione
Il commento del consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti
Samuele Astuti (Pd): “Dal referendum un segnale forte per la politica”
Referendum, il commento del sindaco di Varese Davide Galimberti
I cittadini hanno espresso con chiarezza la loro volontà in un referendum che ha visto una grande partecipazione alle urne. Due ottime notizie, l’esito del voto e l’affluenza, che oggi sono anche un segnale forte che l’Italia manda al Governo e al suo operato a poco più di un anno dalle prossime elezioni Politiche. Questa consultazione popolare ci restituisce anche un indebolimento della leadership di Fratelli d’Italia (sia nazionale che locale) e sul metodo sbagliato con cui volevano far passare un cambiamento così importante della nostra Costituzione. L’alta affluenza, e l’interesse dimostrato dai cittadini, ci indicano però che i temi della Giustizia andranno inseriti nell’agenda della prossima Legislatura, coinvolgendo tutti gli operatori del mondo giudiziario e tutte le forze politiche. Un grande grazie per il risultato va ai tanti comitati elettorali per lo splendido lavoro svolto in questi mesi. Un coinvolgimento che ha visto tantissimi elettori giovani e giovanissimi esprimersi per il No e a garanzia dei principi della nostra cara e amata Costituzione.
Il commento di Sinistra Italiana
Il risultato del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo consegna al Paese un messaggio chiaro e inequivocabile: la maggioranza delle cittadine e dei cittadini ha scelto di respingere una riforma che avrebbe inciso profondamente sugli equilibri democratici e sull’impianto della nostra Costituzione.
Sinistra Italiana Varese accoglie con soddisfazione questo esito, che rappresenta una vittoria della partecipazione popolare e della consapevolezza democratica. È stata difesa, con determinazione e lucidità, la centralità della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e dal lavoro collettivo di donne e uomini che hanno saputo immaginare un Paese più giusto e libero.
In questa scelta ritroviamo l’eredità politica e morale di compagne e compagni come Nilde Iotti, Teresa Noce, Luigi Longo e delle tante figure costituenti espresse da altre tradizioni politiche che hanno contribuito a costruire un equilibrio istituzionale fondato sul lavoro, sulla rappresentanza e sulla dignità delle persone. Difendere la Costituzione ha significato, ancora una volta, difendere quei valori.
Il voto di queste ore dimostra che esiste nel Paese una larga parte di cittadinanza che non intende rinunciare agli strumenti di garanzia democratica e che respinge ogni tentativo di riduzione degli spazi di partecipazione.
Sinistra Italiana Varese continuerà a lavorare, nei territori e nelle istituzioni, per rafforzare la democrazia, tutelare i diritti sociali e costruire un’alternativa politica fondata sull’uguaglianza e sulla giustizia sociale.
Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia
In #Lombardia e nei comuni della provincia di #Varese vince il Sì, un dato politico molto significativo.
Una piccola consolazione in questa giornata, visto che in Italia complessivamente ha vinto il No. Dal mio punto di vista, un’occasione persa per il Paese, ma il volere del popolo, ovviamente, va sempre rispettato. Quindi, viva la democrazia e avanti sulla strada delle riforme, traendo insegnamento dagli errori.
Il commenta dalla Camera Penale di Busto Arsizio
Il risultato elettorale non è certamente quello che auspicavamo, ma ci restituisce alcuni dati di sicura importanza.
Innanzitutto, la trasversale consapevolezza delle profonde criticità del sistema giustizia che non devono più essere sottaciute.
Non possiamo poi che prendere atto di un rinnovato interesse dei cittadini rispetto a temi di Alta Politica, a dimostrazione del fatto che anche questi argomenti possono e devono essere apertamente trattati e non relegati ai soli confronti tra tecnici della materia.
Questo interesse si è tradotto, a livello locale e provinciale, in uno straordinario risultato elettorale, la cui portata e importanza non possiamo ignorare.
Da questo dobbiamo ripartire per un profondo intervento rinnovatore che auspichiamo possa trovare la più ampia condivisione.
Il tutto con lo spirito che da sempre contraddistingue l’azione della Camera Penale: battaglie non contro qualcuno, ma a favore della legalità, del Giusto Processo e del rispetto dei principi Costituzionali.
Silvia Salis, sindaca di Genova e figura di spicco del Partito Democratico
Il NO ha vinto e lo ha fatto in modo netto, chiaro, inequivocabile con una bellissima partecipazione al voto.
Gli italiani hanno deciso di difendere la nostra Costituzione da una riforma che non migliorava la giustizia, ma puntava solo a indebolire la magistratura assoggettandola al potere politico.
Gli italiani hanno detto NO alla strategia della paura, dell’aggressività e del populismo della destra. Hanno detto NO a una riforma che è diventata subito voto politico, e ora quella politica da questo voto deve trarre le conseguenze.
Sono orgogliosa della partecipazione al voto di Genova. In città hanno votato oltre il 63% degli aventi diritto e il NO ha vinto con 10 punti in più rispetto alla media nazionale. I genovesi hanno dimostrato di avere una coscienza civile attiva e voglia di partecipare al voto.
Le persone hanno bisogno di pragmatismo, di concretezza. Il campo progressista deve tornare a parlare dei problemi che le italiane e gli italiani affrontano ogni giorno: sicurezza, salute, lavoro e pressione fiscale.
È il momento che il centrosinistra e le forze progressiste diano una risposta compatta al Paese. Così batteremo la destra.
Stefano Clerici, segretario cittadino di Lombardia Ideale a Varese
“Il sindaco Galimberti farebbe bene ad abbassare i toni e a evitare di usare il risultato del referendum come una clava politica, anche perché rischia un clamoroso autogol. Trasformare un voto nazionale in un’arma di propaganda locale è un errore grave, oltre che un segno di debolezza politica. Se davvero si vuole leggere il consenso in questi termini – incalza Clerici – allora bisogna avere il coraggio di applicare lo stesso metro anche a casa propria. Perché, a quel punto, a Varese, dove ha vinto il Sì, il Partito Democratico ieri avrebbe ricevuto un bell’avviso di sfratto”.
Clerici respinge quindi la narrazione proposta dal sindaco: “Il referendum è un passaggio serio, complesso, che merita rispetto. Piegarlo a logiche di parte è un tentativo maldestro di spostare l’attenzione dai problemi reali della città. Sicuro di voler ragionare così, Davide Galimberti? Perché su questo terreno il rischio è quello di farsi molto male, visto che il voto dei cittadini ci dice che a Varese il Pd e la sinistra scalmanata oggi sono in minoranza, come nel resto della Lombardia”.
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