Varese, il SULPM DiCCAP attacca l’assessore Catalano dopo il “no” al BolaWrap
Nella denuncia del sindacato gravi carenze antincendio al Comando: "Si usa una tromba da stadio per l'allarme. Oltraggiati da dichiarazioni che sminuiscono il nostro ruolo"
Il clima tra gli aderenti al sindacato SULPM DiCCAP e il Comune di Varese si fa teso. La sigla, che rappresenta parte del personale in forza alla Polizia Locale cittadina, ha espresso con una nota stampa un “profondo e crescente malcontento” che potrebbe sfociare a breve nell’apertura dello stato di agitazione per gli agenti della Polizia Locale di Varese.
Al centro della contesa non c’è solo la bocciatura della mozione consiliare dello scorso 17 marzo per l’adozione del BolaWrap (lo strumento di immobilizzazione a distanza non letale), ma una serie di criticità strutturali e dichiarazioni politiche giudicate “sminuenti” per l’intera categoria.
Il nodo dotazioni: “Vogliamo il BolaWrap”
Nonostante il parere contrario dell’assessore alla Sicurezza Raffaele Catalano, che ha citato rischi di lesioni e vuoti normativi per dire no alle “bolas”, il sindacato ricorda come lo strumento sia già realtà in molti comuni vicini, da Pavia a Busto Arsizio (dove è stato approvato quest’anno).
“Queste posizioni non tengono conto della realtà operativa”, spiega il segretario provinciale Alex Conte, citando l’episodio del 2 marzo scorso quando gli agenti sono intervenuti per una rapina impropria al Carrefour di via Cavour, procedendo all’arresto di un 27enne. “Interventi come questo dimostrano che la Polizia Locale tutela quotidianamente l’incolumità pubblica”.
Scontro sul ruolo: “Siamo o non siamo forza di polizia?”
A ferire gli aderenti al sindacato sono state soprattutto le parole che Catalano avrebbe riferito in aula (non riportate da VareseNews, ndr): “Sappiamo tutti che la polizia locale non è una forza di polizia”. Per il SULPM, questa affermazione contrasta clamorosamente con l’Articolo 1 del Regolamento di Polizia Urbana di Varese e con i dati del 2025: oltre 7.000 chiamate alla centrale, 47 Daspo urbani e numerosi sequestri di droga.
Allarme sicurezza al Comando
Il punto di rottura riguarda però anche la salute degli stessi operatori. Durante un recente esercizio antincendio presso il Comando, secondo il sindacato sarebbero emerse criticità gravissime: assenza di un impianto di allarme funzionante e vie di fuga inadeguate. “Si è dovuti ricorrere a una tromba da stadio per segnalare l’emergenza – denuncia il sindacato – una soluzione non conforme alle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)”.
Le richieste: revisione totale e intervento del Comandante
Il SULPM chiede ora una revisione completa di tutte le dotazioni: dai bastoni estensibili ai giubbotti antiproiettile, fino ai caschi e ai cuscini per i TSO. Ma soprattutto, si invoca un intervento diretto del Comandante del Corpo per difendere il valore operativo degli agenti davanti all’amministrazione.
“Saremo chiamati a breve a presidiare i seggi elettorali e continuiamo a operare in contesti di degrado e spaccio”, conclude Conte. “Chiediamo un confronto urgente per risolvere le carenze strutturali e ottenere strumenti moderni di autotutela”.
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