Sicurezza in via Como, Galimberti invoca lo Stato: “Servono misure straordinarie”
Il sindaco di Varese interviene dopo gli ultimi episodi di degrado e risse: «Incontrato il Questore insieme a un residente esasperato. L'ente locale fa la sua parte con l'Informagiovani e la festa del 25 luglio, ma serve il presidio delle forze dell'ordine»
Una linea di fermezza assoluta e la richiesta immediata di interventi energici per arginare i fenomeni di delinquenza. Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, prende posizione in modo netto sulla complessa situazione di via Como, recentemente teatro di risse e degrado che hanno esasperato i residenti del comparto.
L’occasione per fare il punto è arrivata a margine della presentazione del “Varese Block Party”, la grande festa giovanile in programma il prossimo 25 luglio. Se da un lato il Comune rivendica il valore sociale delle iniziative culturali e del rilancio dello spazio dell’Informagiovani, dall’altro il primo cittadino mette in chiaro che la sola animazione non può bastare senza una decisa azione di contrasto alla criminalità da parte degli organi dello Stato.
Il faccia a faccia con il Questore
Per dare un segnale di vicinanza tangibile a chi abita nella via, il sindaco Galimberti ha promosso nelle scorse ore un incontro diretto tra la cittadinanza e i vertici della pubblica sicurezza varesina:
«Ieri sono andato dal Questore accompagnato da un residente, giustamente esasperato per la situazione, proprio per far ascoltare direttamente l’esasperazione dei residenti, che è la mia stessa esasperazione e quella di tutti i cittadini che vogliono vivere in un contesto di legalità. Apprezziamo lo sforzo del Questore, della Prefettura e delle forze dell’ordine, ma il presidio costante sul territorio è fondamentale a fronte di determinati fenomeni che devono essere arginati». 
«Il Comune fa la sua parte, ma serve lo Stato»
Galimberti ha tracciato un confine chiaro tra i compiti che spettano a Palazzo Estense e quelli di competenza governativa, invocando senza mezzi termini l’uso della forza pubblica e della repressione laddove necessario: «Quella zona ha bisogno di una serie di interventi. Quello che può fare il Comune lo sta facendo: abbiamo reso perfettamente funzionale uno spazio come l’Informagiovani, frequentato da tanti ragazzi, e garantiamo tutte le misure di sorveglianza che competono all’ente locale. Ma serve il presidio dello Stato: la nostra città deve essere sicura in ogni sua parte. Se sono necessarie misure straordinarie ai fini della repressione, queste devono essere messe in campo immediatamente. Quella è una zona in cui bisogna intervenire con azioni molto energiche che l’ordinamento consente, e su questo ci sarà la massima vicinanza e disponibilità dell’amministrazione comunale».
La strategia per il futuro di via Como, dunque, viaggerà su un doppio binario: se il 25 luglio la strada si bloccherà per riempirsi di musica e associazionismo per restituire fiducia al quartiere, sul tavolo di Prefettura e Questura resta aperta la richiesta di una stretta decisiva per garantire la tranquillità quotidiana dei residenti.
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