Uccisa una giovane donna. Fermato un uomo nella notte
A trovare Marianna Ricciardi senza vita sul pavimento di casa è stato il marito. Era rincasato alle 18.30 dopo aver saputo che la donna, una 35enne, non rispondeva al telefono e al citofono. Un 42enne conoscente della vittima ha confessato l'omicidio
Marianna Ricciardi è stata uccisa nella sua abitazione a Samarate. A trovarla senza vita sul pavimento del salotto di casa è stato il marito, rincasato alle 18.30 dopo aver saputo che la donna, una 35enne, non rispondeva al telefono e al citofono.
È successo in una villetta in via Faggi dove vivevano i due genitori insieme alla figlia piccola di sette anni.
Secondo una prima ricostruzione, ad accorgersi che qualcosa non andava sarebbe stata la madre della vittima. La signora era andata a prendere la bambina della coppia a scuola e stava aspettando che Marianna venisse a riprenderla come sempre. Preoccupata del ritardo della figlia e non ricevendo risposte al telefono né all’abitazione, ha avvisato il genero che è tornato a casa e ha scoperto il corpo senza vita.
L’abitazione non presentava segni di scasso e le finestre erano chiuse. Le chiavi erano ancora infilate dentro la serratura della porta, quindi, probabilmente, è stata la stessa vittima ad aprire la casa al suo carnefice. La scena del delitto rivelava un’aggressione molto violenta. La donna è stata uccisa con una sedia: l’omicida si è accanito contro la poveretta sfigurandole il volto e spargendo sangue ovunque. La dinamica, dunque, farebbe pensare ad un raptus e a un movente passionale.
In tarda serata, intorno alle 23 e 30, il marito della vittima veniva accompagnato nella caserma dei carabinieri di Busto Arsizio per essere interrogato, insieme ad altri famigliari, come persona a conoscenza dei fatti, mentre gli inquirenti attendevano in via Faggi l’arrivo del Ris di Parma che non sarebbe mai arrivato perché, intorno all’una di notte, c’era il colpo di scena: i carabinieri, coordinati dal magistrato di turno Mirko Monti, fermavano una persona. Poco dopo, nella caserma di Busto Arsizio arrivava anche l’avvocato d’ufficio Maria Cerana che confermava il fermo. Si tratta di un 42enne di Gallarate che conosceva la vittima: ha reso una piena confessione durante l’interrogatorio.
Nel frattempo il marito della donna, Luca Pittaro che di professione fa il camionista, ritornava, ancora sotto shock, nella sua casa per aspettare l’arrivo del carro funebre per il trasporto della moglie.
Increduli gli amici della coppia che sono arrivati alla spicciolata all’ingresso di via Faggi. «Frequentavano l’oratorio ed erano impegnati socialmente. Una famiglia normale, tranquilla e discreta». Sul posto anche il vicesindaco di Samarate Albino Montani, che con la sua presenza istituzionale ha cercato di dare conforto e sostegno ai famigliari.
Ma chi conosceva bene la vittima, che lavorava come responsabile di una centrale del servizio Televita, è il Primo cittadino di Gallarate Edoardo Guenzani. «Marianna era una dipendente della cooperativa Iris che presiedo. Abbiamo fatto una riunione proprio due giorni fa, perché stavamo predisponendo un piano di ristrutturazione del servizio. Una bravissima donna e lavoratrice. Proprio non mi capacito di cosa possa essere successo».
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