I Sindaci si appellano alla Regione : “Non vanificate i nostri sforzi”
i Sindaci di Barasso Casciago Comerio e Luvinate scrivono a Formigoni: “Organizzare servizi insieme premiando la vicinanza territoriale”
«La recente manovra di agosto, e in particolare l’art. 16 delle relative norme, ha introdotto il processo di gestione associata obbligatoria già stabilita dalla legge 122/2010 cui i Comuni di Barasso, Casciago, Comerio e Luvinate si stavano già adeguando nei tempi e nelle modalità inizialmente previste. Ora invece si tratta di fronteggiare richieste che, pur non portando alcun vantaggio economico alle casse dello Stato come rivelato dall’ufficio studi della Camera, appaiono contrarie ai principi di flessibilità e di vicinanza territoriale indispensabili nell’approcciarsi a modifiche e riorganizzazioni dei piccoli comuni, rischiando pertanto di stravolgere quanto fatto di buono negli ultimi decenni per i nostri territori. Desideriamo pertanto avanzare alcune proposte da valutare, in considerazione dell’imminente definizione dei nuovi criteri da parte della Regione entro il prossimo 17 novembre, come stabilito dalla legge».
«Da tempo le 4 amministrazioni lavorano per coordinare i propri servizi: esistono già convenzioni fra alcuni di essi per il segretario comunale, per la Protezione civile, per le politiche sociali, nella gestione dei rifiuti. In particolare ad oggi –si legge nella lettera- sono stati approvati dai Comuni di Barasso, Casciago e Luvinate una convenzione per l’unificazione delle funzioni di Polizia locale (per un totale di circa 7000 abitanti) e siamo in attesa dell’ingresso di Comerio; da diversi anni esistono già convenzioni per la gestione dei servizi sociali attraverso il Piano di Zona, accordi fra i nostri 4 comuni, il Comune di Varese ed altre amministrazioni del circondario. E’ stato altresì avviato un tavolo di discussione per la riorganizzazione delle funzioni in vista dell’appuntamento del 31 dicembre 2012».
Un grande lavorio dunque, che occorre non rendere vano. Regione Lombardia potrà infatti adattare, con propria legge, la normativa nazionale ai contesti e alle esigenze del territorio lombardo, caratterizzato da una forte differenziazione a livello territoriale e dall’alta qualità dei servizi esistenti, puntando proprio alla revisione dei limiti demografici.
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