Processo lumaca, il pm protesta in aula
Processo dei falsi timbri. Sono passati 10 anni dai primi arresti, 7 anni mezzo dalla richiesta di rinvio a giudizio. A dibattimento non si riescono neanche a interrogare i testimoni mentre i reati vanno in prescrizione. Il sostituto Abate fa mettere a verbale che così non si può più lavorare
Sono passati 10 anni dai primi arresti e 7 anni e mezzo dalla richiesta di rinvio a giudizio. Ci sono voluto 4 anni per terminare l’udienza preliminare e ora che il dibattimento è avviato la macchina della giustizia si inceppa ancora: i testimoni interrogati dall’accusa finora ammontano a zero.Così i 9 testimoni non sono stati convocati e il dibattimento è stato rinviato al 31 gennaio, ma in quella data il giudice Anna Azzena non sa nemmeno che colleghi avrà a disposizione per formare il collegio giudicante. I giudici della sezione penale scarseggiano, c’è chi arriva e c’è chi parte e nel frattempo il reato di corruzione – inserito nei capi di imputazione per quella vicenda – è finito in prescrizione, un imputato è uscito pulito dal processo grazie ai termini scaduti, mentre per l’associazione a delinquere e falso documentale non si va oltre la fine del 2012 come tempistica. Considerando che bisognerebbe anche arrivare in cassazione il conto è presto fatto. Il processo lumaca rischia di vanificare 10 anni di lavoro e anche altri procedimenti sono nella stessa situazione. Il pm Agostino Abate oggi in aula è sbottato e ha fatto mettere a verbali una dichiarazione molto dura: «In questo tribunale la sezione penale non è messa in condizione di svolgere i processi». La procura ha già segnalato il problema al presidente del tribunale. Il giudice Anna Azzena ha persino ringraziato il pm perché oggi ha espresso solidarietà ai togati, i quali si trovano a convivere a loro volta con l’incertezza dei calendari. Il timore della procura è che anche altri processi lunghi e complessi possano finire in nulla. Nel caso dell’inchiesta dei falsi timbri il pm ha inoltre ricordato che gli imputati, in fase di indagini, erano per buona parte rei confessi, e dunque perché non processarli? Suona proprio come una beffa.
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