“Profughi nella ex caserma, scelta costosa e insicura”
Il sindaco Piergiulio Gelosa: la struttura ha bisogno di ristrutturazioni lunghe, non è economico né veloce usare quel luogo. No tax area? Niente mercanteggiamenti
«Le notizie le leggo dai giornali, la gente mi ferma per strada e mi chiede che cosa succederà. Prima che mi caschi addosso il problema vi segnalo, a voi e a chi di dovere, come stiano le cose qua a Lonate Pozzolo». Quello che sta per dire il sindaco del paese, Piergiulio Gelosa, è un appello a chi gestisce l’emergenza dei profughi provenienti dal Magreb. Le indiscrezioni di questi giorni indicano come struttura per l’accoglienza la «Caserma della promessa», un ex campo di addestramento militare al confine del paese, non lontano dalla rete di Malpensa.
«Mi è stato detto che qualunque decisione sarà presa in accordo con gli enti locali e dunque aspetto che qualcuno si faccia vivo. Quanto al luogo, si tratta di una ex caserma fatiscente, è abbandonata da anni e non ha la luce e i bagni. Si trova all’interno del parco e mi hanno persino detto che forse va controllato lo stato di bonifica rispetto a eventuali ordigni. Aggiungo che le reti di recinzione vanno tutte rifatte e a poche centinaia di metri c’è la rete di recinzione di Malpensa». Morale? «Io vorrei offrire, a chi deve decidere, una fotografia credibile di questo territorio. E aggiungo che ci passano tutti i giorni gli aerei sulla testa; siamo talmente vicini alle piste che i piloti hanno denunciato la presenza di vandali che li accecano con i laser; in questa città c’è stata la prima grande inchiesta sulla ‘ndrangheta. Di problemi non ne mancano insomma. Ma soprattutto dico questo – continua il primo cittadino – se la questione profughi, per esser risolta, necessita di soluzioni veloci, sicure ed economicamente sostenibili, non è proprio questo il caso. La caserma ha bisogno di ristrutturazioni lunghe e costose e la sicurezza del luogo non mi pare per nulla garantita. Abbiamo 11 carabinieri per 20mila abitanti – sottolinea Gelosa – e la popolazione è molto più alta se consideriamo i comuni aeroportuali». Il premier a Lampedusa ha promesso la creazione di una zona senza tasse, sarebbe favorevole a una contropartita del genere per il suo paese? «Ho sentito tante di quelle promesse da quando sono sindaco, ma spesso lasciano il tempo che trovano. Non mi interessa mercanteggiare, a me interessa fare le cose in coscienza, mi interessa lavorare perché la cose vengano risolte per tutti i profughi ma anche e soprattutto per le comunità che noi rappresentiamo: questa area non si presta allo scopo, sia per economicità che per sicurezza».
Il presidente della provincia chiede ai privati di offrire le loro case, che ne pensa? «Lasciamo stare la politica…..il problema va affrontato con un dibattito concreto».
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