Il cuore e la Lombardia di Adamoli
Quarant'anni di politica, e settanta di vita, in un libro intervista con Federico Bianchessi. L'esponente del Pd lo presenta giovedì sera all'ex Rivoli
"La politica è esprimere un pensiero, un’idea, seguirli fino in fondo, trasformarli in un progetto e cercare di attuarlo". Questa è stata una delle bussole nella vita di Giuseppe Adamoli e un passaggio importante del libro "Cuore e regione. Quarant’anni di politica in Lombardia". Una lunga intervista di Federico Bianchessi di oltre 250 pagine editata dalle Edizioni Lativa.
Con coraggio l’autore racconta le tappe della sua vita politica. Lascia fuori tutta la sfera privata, che si affaccia solo quando è strettamente legata alle vicende pubbliche, come quella del 23 dicembre 1994, quando venne assolto con formula piena dalle accuse che lo avevano portato in carcere nella stagione di mani pulite. "Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Mia figlia Francesca era con me nel Tribunale di Milano durante un’interminabile giornata corsa sul filo di un’incrollabile fiducia ma animata anche da sentimenti tumultuosi e inafferrabili".
Uscirà a testa alta da quella vicenda giudiziaria, ma rimase fuori dalla politica per otto anni, dopo le immediate dimissioni da ogni carica pubblica. Adamoli racconta nei dettagli quei giorni e quelle ore.
Con altrettanto precisione parla della propria formazione culturale e politica. Lui quasi autodidatta che aveva iniziato a lavorare come garzone in una macelleria già a nove anni. "Usavo una Olivetti Lettera 22 per scrivere i primi volantini sindacali. Mi ero subito reso conto, però, che se volevo occuparmi di problemi sociali dovevo mettere a posto il mio italiano". Una formazione culturale e scolastica che lo porterà a laurearsi a Trento, in Sociologia, nel 1973.
"La prima tessera fu quella delle Acli, a sedici anni, poi quella della Cisl. A diciotto anni avevo già quella della Dc. Condidero il partito come un poderoso strumento di partecipazione politica, però mai come una chiesa laica. Il partito è uno strumento per raggiungere degli obiettivi, non qualcosa in cui si debba consumarsi tutta l’esperienza politica"
Adamoli, autore di un blog molto seguito, dedica tante pagine alla Regione, al suo impegno personale, ma con la capacità di guardare avanti. "La vita della Lombardia dipenderà in modo crescente dalle decisioni prese in sede europea.Se si farà finalmente il federalismo, per la Lombardia sarà altrettanto importante il rapporto con Bruxelles che quello con Roma".
Il libro entra nelle vicende politiche nazionali e in quelle relative a Formigoni. "Questo bipolarismo, armato e sgangherato, va superato il più presto possibile. Ma le ragioni di un confronto elettorale fra due schieramenti precisi su cui gli elettori possano esprimere in modo decisivo la loro preferenza restano intatte". E sul presidente della Lombardia afferma che "il formigonismo esiste. Si è andato formando in quindici anni di egemonia. E’ un sistema di potere e insieme un modo di esercitarlo. Se è anche una filosofia politica è difficile dirlo. Forse è esistita una filosofia. Oggi, però, quel progetto si è confuso troppo con il berlusconismo, dal quale non riesce più a distinguersi".
Poche battute sulla città di Varese. "Non c’è a tutt’oggi una visione della città, un progetto su cui i cittadini siano informati e coinvolti".
Il libro di Adamoli è un affresco, di parte, ma mai fazioso, su quarant’anni di vita politica. Analizza le varie fasi e parla anche della Lega, del federalismo e della nascita del Pd che "deve diventare federale. Ma sul serio. Nessun partito del Nord. Non vorrei più ascoltare questi discorsi. Ma un’autonomia effettiva nello scegliere i rappresentanti nelle istituzioni e i parlamentari, nel rapporto con le forze sociali e politiche, nelle forme di partecipazione da realizzare. E’ la sfida che bisogna lanciare alla destra, e in particolare alla Lega. E’ la sfida che da sola giustifica, motiva, rende necessario un grande partito democratico".
L’incontro di presentazione del libro si terrà alle 21 nella sala dell’ex cinema Rivoli, piazza dei Bersaglieri 3 a Varese.
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