Stelluti: “Deciderò nei prossimi giorni”
L'ex parlamentare è reduce da una dura campagna elettorale la scorsa primavera a Bollate. Il suo nome mette tutti d'accordo nel centrosinistra bustocco, ma valuterà se accettare l'offerta giuntagli
Il centrosinistra vuole Stelluti sindaco: ma Stelluti, vorrà il centrosinistra? Non è una domanda retorica. Ferma restando la sua collocazione politica, la questione è se dopo un’esperienza piuttosto estenuante da primo cittadino a Bollate, conclusa questa primavera con una sconfitta al fotofinish dopo cinque anni di battaglia con pezzi della propria stessa maggioranza, Carlo Stelluti se la sentirà di riassumere il manto del candidato sindaco. «La proposta mi è stata formalizzata ieri» conferma «e mi sono preso qualche giorno per valutarla. Valutazioni prima familiari che politiche» precisa a richiesta. Chiamiamolo pure riserbo istituzionale: parliamo pur sempre d’un ex deputato di era "prodiana" (1996-2001). Quando il suo nome ha iniziato a circolare, «la proposta ancora non c’era, eravamo a dei contatti informali. Ora, prendo in considerazione la proposta: ed entro qualche giorno deciderò».
La figura dell’ex dirigente sindacale Cisl e parlamentare sembra aver svolto un ruolo da "uovo di Colombo" politico, capace di mettere d’accordo forze altrimenti inclini ai distinguo – Manifattura Cittadina sulla lista unitaria, Sel sulle primarie, scenari entrambi non graditi in casa PD. Il personaggio, insomma, a centrosinistra piace trasversalmente. E non solo lì: anche un Giampiero Rossi coi suoi Indipendenti di Centro è tentato, e almeno un appoggio al ballottaggio, se ci si arriva, potrebbe scapparci. «Io non ci ho messo granchè» si schermisce, la proposta è venuta dai partiti; e si può percepire la tensione fra la consapevolezza della stima che gli viene tributata e quella dell’onere che potrebbe ritrovarsi sulle spalle. Affrontare qui a Busto la corazzata del centrodestra, coi numeri esistenti, è un compito improbo. Se Stelluti esita, tuttavia, non è per questo: «Sono reduce da una campagna elettorale abbastanza dura» in quel di Bollate, appena la scorsa primavera. Per tacere di ciò che l’aveva preceduta. E ora si trova "tirato per la giacchetta" verso Palazzo Gilardoni: con i partiti pronti a supplicarlo di accettare, come già cinque anni fa in quell’hinterland milanese che lo aveva eletto alla Camera.
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