Wilson: “L’Italia era un obiettivo, Varese la mia grande occasione”
Il tiratore americano, scovato nel campionato polacco si presenta: "Stiamo lavorando bene, mi sento pronto per affrontare la Serie A. E Kell è leader dentro e fuori dal campo"
È un ragazzo della costa, cresciuto guardando il mare e giocando a pallacanestro con la speranza, un giorno, di diventare professionista e di restare il più a lungo possibile su un parquet, bucando la retina. Magari con quei tiri da lontano che sono il suo principale marchio di fabbrica. Elijah (si pronuncia Elàia) Wilson da a Wilmington, North Carolina, quel sogno lo sta coltivando per bene e sa di essere davanti a una bella occasione, vestendo la maglia della Openjobmetis Varese.
La guardia americana, 27 anni, lo spiega nel corso della sua presentazione “vista palazzetto”, nella sede di uno dei partner biancorossi per quanto riguarda la fornitura delle vetture alla squadra, Novauto-Toyota. «Mi sono sempre divertito a giocare a basket, fin da bambino, e voglio continuare a competere in questo sport ancora per tanti anni, a un livello sempre più alto. Qui a Varese ho una grande opportunità e sono contento perché, da quando sono passato professionista, ho guardato al campionato italiano come a un torneo di riferimento». E tra chi lo ha spronato c’è anche Brett Blizzard, che da noi – anche grazie a un passaporto tricolore – ha trascorso praticamente tutta la carriera.
Pescato in Polonia dallo staff biancorosso, Wilson è stato preso come pedina “complementare” ad Alessandro Gentile: tiratore puro il ragazzo di Wilmington, ariete con licenza di palla in mano l’ex azzurro. «Ci stiamo conoscendo in queste prime settimane di lavoro, e lo stesso vale anche per gli altri compagni. Fin da queste amichevoli l’idea è quella di non forzare le soluzioni ma di tirare quando siamo liberi. La capacità e la mentalità di passare la palla si è già vista nelle due amichevoli: io proverò a creare spazio per le penetrazioni di Ale ma anche di liberarmi per gli scarichi visto che lui attirerà raddoppi difensivi».

Curiosamente anche il play titolare, Trey Kell, arriva dal campionato polacco, non certo un terreno di caccia consueto del mercato varesino. «Un playmaker grosso e forte dal punto di vista fisico, capace di passare la palla, di fare canestro, di cominciare qualsiasi tipo di gioco offensivo. Lo conoscevo come leader in campo ma sta dimostrando di esserlo anche al di fuori, penso sia stata una grande scelta da parte della società. La lega polacca è di buon livello, anche se arrivare nella Serie A è un bel salto ma penso di essere abbastanza pronto per capire cosa serva in un campionato difficile come il vostro».
E dopo un esordio piuttosto difficile contro Friburgo, a Gressoney, al primo impatto con Masnago il “profeta Elia” ha mostrato la dolcezza della sua mano: 13 punti, 3 su 5 dall’arco, anche se è presto per valutazioni sui singoli. «Piuttosto, mi sono subito trovato bene con compagni e staff: abbiamo lavorato molto sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e credo che qualcosa sia già stato tradotto sul campo in queste due uscite. Manca qualche tempo all’inizio del campionato, ci prepareremo al meglio, tutti insieme».
“Wilson è un signor tiratore: aprirà gli spazi per i compagni della Openjobmetis”
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