Lampioni a rischio, Cislaghi: “Più attenzione”
In via Bellini un palo dell'illuminazione con sportello scperchiato e cavi a portata di mano. "Non è l'unico" dice il consigliere comunale. Qualche miglioramento invece sul versante dei punti luce spenti
Un palo dell’illuminazione pubblica con lo sportellino aperto, ad altezza ragazzino, alcuni cavetti esposti che ci si guarda bene, nel dubbio, dall’andare a toccare. E un consigliere comunale che, avendo già scritto al Comune per segnalare problemi simili, convoca la stampa locale, almeno per una foto. In via Bellini, a dieci metri dalla "caserma fantasma" fatta costruire per i carabinieri e poi mai ad essi concessa per ragioni burocratiche e di costi, c’è un punto luce, uno delle migliaia che costellano la città. Accanto, Mario Cislaghi, che fa un po’ da difensore civico della sua San Giuseppe, la zona circostante l’ospedale. «Avevo segnalato a novembre per iscritto che c’erano impianti messi non bene, con sportelli semiaperti o chiusi in qualche modo con il nastro adesivo, quando ho visto questo, basta. Enel Sole ci metta una pezza». La sera la luce c’è, quindi alla rete elettrica è connesso, riferisce a domanda il consigliere.
Dove invece a Cislaghi sembra che pian piano si dia ascolto e sull’altro fronte: quello dei punti luce spenti o malfunzionanti, di cui aveva a suo tempo inviato un elenco piuttosto corposo. Almeno lì, riferisce, si sta facendo qualche progresso con la sostituzione delle lampadine fulminate, anche se in una trentina di casi si attende ancora il ritorno della luce.
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