Tra Premio Chiara e Comune è “Love story”
Nasce il "Cinefesta" una due giorni di seminari dedicati al cinema e al suo linguaggio. L'iniziativa è il risultato di un'intesa raggiunta tra l'associazione Amici di Piero Chiara, assessorato alla Cultura e Cortisonici. Fontana: «Amor di libro ha raggiunto il suo scopo. Diamo concretezza alla sussidiarietà»
«Dalle e dalle si spezza pure o metall». La traduzione di questo detto napoletano è la seguente: «Dagli e dagli alla fine anche il metallo si spezza». Sorvoliamo su chi sia in questo caso il metallo. Ciò che importa è che l’accordo raggiunto tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Varese e l’associazione Amici di Piero Chiara segna l’inizio di una svolta per la vita culturale della città. Il sensale di questo sospirato matrimonio (atteso da molto e da tanti) è una realtà vivace e interessante, forse la più interessante tra quelle nate in città nell’ultimo decennio: “I cortisonici”, un festival dedicato ai cortometraggi che spopola tra i giovanissimi e che attira in città autori e registi esordienti da ogni parte del mondo.
Il fatidico sì è stato pronunciato nella casa della cultura varesina, la Sala Montanari (ex Cinema Rivoli), alla presenza di tutte le parti e con un testimone significativo, il provveditore agli studi Claudio Merletti. Il nascente “Cinefesta-Cortisonici” punta infatti ad entrare nelle scuole per creare una sorta di circuito virtuoso tra la parola scritta, rappresentata dal Premio Chiara- Festival del racconto, e il cinema. «In provincia esistono una serie di luoghi (comprese le scuole ndr) – ha detto Merletti – dove la cultura e la produzione del linguaggio filmico sono una realtà».
Il test della nuova alleanza si terrà il 12 e il 13 marzo prossimi. Due giorni di incontri e seminari sul cinema con ospiti di prestigio come la regista Francesca Comencini, l’editore di “Falsopiano” Roberto Lasagna e Bruno Fornara, docente di linguaggio del cinema alla scuola Holden di Torino. (foto, da sinistra: Romano Oldrini e Attilio Fontana)
Quindi, alla fine Premio Chiara e Comune di Varese si sono ritrovati, complice anche la scarsità di risorse finanziarie che impone tagli alle amministrazioni e alleanze, fino a ieri impensabili. «Noi per primi abbiamo fatto un passo indietro per evitare che ciascuno coltivasse il proprio orticello – ha spiegato Attilio Fontana, sindaco di Varese – . L’iniziativa Amor di libro ha raggiunto il suo scopo e in un momento dove le risorse a disposizione per la cultura sono poche bisogna applicare in maniera più concreta il principio di sussidiarietà. La nuova collaborazione con i Cortisonici e il Chiara va in questa direzione».
Tra le realtà coinvolte nella due giorni ci sono anche la Galleria Ghiggini, che ospiterà venerdì 12 marzo (ore 18) l’incontro con Fornara e Lasagna, e Filmstudio 90 di Giulio Rossini, dove sarà proiettato il film “A casa nostra” di Francesca Comencini.
«Un passo indietro che ha consentito di fare un passo avanti nella collaborazione con il Comune»ha replicato Romano Oldrini, presidente dell’associazione che organizza il premio letterario.
In questi casi è importante svelare anche il dietro le quinte, perché il “Cinefesta” è stato messo in piedi in poco più di un mese. Il «pentolone delle idee», come lo ha definito Mauro Gervasini, ha iniziato a bollire il giorno della vigilia di Natale, proprio all’ex Cinema Rivoli, negli uffici dell’assessorato alla Cultura. Della brigata di chef facevano parte, oltre al sopracitato critico cinematografico, il dirigente del Comune Andrea Campane, Massimo Lazzaroni e Gianluca Gibilaro dei Cortisonici, Bambi Lazzati del Premio Chiara.
Insomma, tutto torna, compresa la collaborazione con il Gruppo alpini di Varese che sabato 13 marzo, dopo l’incontro con la Comencini, offrirà un aperitivo in via dei Bersaglieri.
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